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Magistratura

“Il Csm è in mano alle correnti: cacciato il candidato indipendente”

“A ottobre ci saranno le elezioni per il Csm e i nodi stanno venendo al pettine, le correnti vogliono gestire totalmente il voto”

I centristi si radunano: "Non dividiamoci"

Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera, ha dedicato la sua vita alla battaglia sulla giustizia e non si arrende dopo la sconfitta al referendum.

Quale fatto riporta all’attenzione i temi referendari?

«A ottobre ci saranno le elezioni per il Csm e i nodi stanno venendo al pettine, le correnti vogliono gestire totalmente il voto. Vincenzo De Palma, giudice di Bari iscritto a Magistratura Indipendente, per aver deciso di candidarsi come indipendente è stato dichiarato decaduto dalla corrente. Non solo: in una circolare ha intimato agli iscritti di votare per i candidati ufficiali, richiamandoli in modo perentorio alla responsabilità del vincolo associativo e sottolineando che chi non si adegua si pone in aperto e manifesto contrasto con la linea democratica e con le decisioni assunte dai competenti organi rappresentativi».

E questo che segnale è?

«Che lo strapotere delle correnti al Csm, che si voleva combattere con il sorteggio, non tollera trasgressioni. La corrente vuole il dominio assoluto sui suoi, che siano candidati o eletti. Che succederebbe, mi chiedo, se un eletto al Csm trasgredisse agli ordini di scuderia su nomine, promozioni, procedimenti disciplinari? Dedico le mie osservazioni agli ingenui che in campagna referendaria sostenevano che le correnti sono nobili associazioni portatrici di ricchezza culturale».

MI, poi, è la corrente considerata più vicina al centrodestra.

«Le correnti non sono di destra o di sinistra. Sono tutte allineate in difesa degli interessi corporativi e si sono chiuse a riccio contro la riforma, isolando quei magistrati che con coraggio si sono schierati per il Sì».

Al referendum ha prevalso il No, perché non si mette il cuore in pace?

«Perché tutti i problemi sono ancora sul tavolo. Al Csm, se un magistrato capace vuole fare carriera non può esimersi dall’iscriversi a una delle correnti. Ma noi di Fi non abbandoniamo la battaglia sui temi referendari, lo dobbiamo ai 13 milioni di cittadini che hanno votato Sì».

Che cosa chiedete?

«Fondamentale è che si riprenda a livello politico e normativo l’impegno su temi come le valutazioni di professionalità delle toghe, inverosimilmente positive per oltre il 99%, sugli illeciti disciplinari, perché la legge è un colabrodo e chi sbaglia non paga mai, sulla responsabilità civile che ha visto 15 condanne in 15 anni. Ci sono poi temi come l’abuso di custodia cautelare, il sequestro delle chat, la prescrizione, il diritto dei cittadini a essere risarciti di fronte a evidenti casi di malagiustizia. Abbiamo molto sostenuto la legge recentemente approvata finalizzata a far scontare la pena in comunità ai tossicodipendenti».

Voi di Fi che farete?

«Autorevoli esponenti della politica e della magistratura all’indomani del referendum si erano illusi che si potessero fare le riforme insieme all’Anm. Non si è visto nulla».

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