Per fugare ogni tipo di dubbio sul rapporto tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, vittima e mandante dell’attentato del 16 ottobre 2025 contro la casa del giornalista, gli inquirenti seguono la pista dei soldi. Esisteva un legame diretto o indiretto economico tra Mr Report e il faccendiere? Natalia Potenza, compagna di Lavitola e madre dei suoi due figli (che il faccendiere si riserva di denunciare per l’accusa di molestie), nella deposizione di sabato 11 settembre, fornisce uno spunto al pubblico ministero della Dda di Roma Edoardo De Santis: «Verificare i conti correnti riconducibili a Lauretta».
«Lauretta» sta per Laura Cianfoni, collaboratrice, amica e fedelissima di Sigfrido Ranucci. È la donna che Natalia Potenza salva sul proprio cellulare con il nome «fidanzata di Ranucci».
Lei e Sigfrido sono molto vicini, arrivano dallo stesso paesino (Rocca Massima) in provincia di Latina, dove il conduttore ha una casa in cui aveva incontrato anche il faccendiere Lavitola. Laura è un’amica di vecchia data, una persona di cui Sigfrido si fida ciecamente. Al punto da affidarle la gestione dei social, dell’agenda e di tutti i suoi spostamenti vigilati dalla scorta. Natalia insiste sulla pista economica per spiegare le ragioni del «patto» di ferro tra Valter e Sigfrido. Fornisce più elementi. Al pubblico ministero esclude che Ranucci abbia rilasciato l’intervista al giornale dello Zimbabwe senza un secondo fine economico.
Ed è certa che Ranucci avesse avuto un ritorno economico dall’affare del carbon credit in Africa. E ora soprattutto chiede alla Procura di allargare il campo di indagine alle persone più vicine a Ranucci. A cominciare proprio da «Lauretta». L’ipotesi suggerita da Natalia al pubblico ministero, che per ora resta tale, è che Valter Lavitola abbia dirottato soldi sui conti correnti di Laura Cianfoni o a terze persone. Diretti a chi? Lauretta è custode di segreti? È lei che la notte del 4 luglio, quella della perquisizione a casa Lavitola, spedisce sul cellulare di Natalia carte che riguardano l’inchiesta sulla bomba e che l’ex editore dell’Avanti non avrebbe potuto avere.
Il cammino di Lavitola e quello di Laura Cianfoni si incontra anche in un altro punto: Lauretta è titolare con il padre di un ristorante proprio a Rocca Massima. Notizia riportata ieri dal giornale Open. E sulla partecipazione di Ranucci al galà del 23 gennaio scorso organizzato dal Rotary club di Roma in collaborazione con l’ambasciata dell’Uganda spunta un altro giallo. Ranucci smentisce Libero, pubblicando i messaggi di una cena prenotata ai Parioli proprio la sera del 23 gennaio. La circostanza della cena è stata raccontata da Natalia al pubblico ministero. La versione di Ranucci sarebbe smentita dal legale di Natalia: «Ranucci è arrivato alle 21 e 45 alla cena per parlare di carbon credit». E, mentre il conduttore si appresta ad affrontare le questioni che lo vedono legato al faccendiere, esce «Guai a chi lo tocca. Io, Sigfrido e le tempeste», il libro con cui Maria Rosaria Boccia racconta dalla propria prospettiva quasi due anni di rapporto con Ranucci.
Lo stesso Ranucci che smentiva che ci fosse un legame tra loro.
