Vittorio Sgarbi pur essendo un uomo più fragile di quel tornado di energie che conoscevo è tornato a lavorare. Ha aperto una mostra ad Andora, ha presentato a Cortina il suo libro Il cielo più vicino, poi a Rovereto, come presidente del Mart, ha detto di voler ridare al Museo una guida sicura. E ha fatto scalpore il suo intervento al Tg1 sul furto delle tavole di Antonello da Messina. Eppure si parla ancora di amministratore di sostegno.
Mi fanno sapere che la figlia Evelina Sgarbi ha chiesto al Tribunale civile di Roma un amministratore di sostegno «non contro il padre, anzi, l’ha chiesto per aiutare il padre», in pratica un atto d’amore. Forse preferirei non essere tanto amato se un giorno dovesse arrivarmi uno sconosciuto che decide per me, ho già mia moglie, molto più giovane, la mia famiglia. Ma poi mi aggiungono che «l’amministratore è una persona che il giudice affianca a chi non è più in grado di occuparsi da solo di sé». Ma Sgarbi non è solo: ha una compagna, Sabrina Colle, da quasi trent’anni, e una sorella che è un genio. Comunque mi rassicurano: l’amministratore di sostegno è un aiuto. Sono più tranquillo. Il 22 dicembre il Tribunale ha risposto che, allo stato attuale, a Sgarbi non serve. Ma la figlia ha annunciato in un’intervista con Gabriele Parpiglia che contesterà la perizia. Evelina ha dato mandato al suo legale, Lorenzo Iacobbi, di chiedere al Tribunale di Roma che accanto alla valutazione della psicologa arrivino quelle di un cardiologo, un neurologo, un oncologo e uno psichiatra. Il punto di partenza sono le cartelle cliniche del padre, che Evelina dice di aver ottenuto dopo circa un anno e mezzo di richieste (alla buon ora) e di aver letto ad agosto: tutti specialisti che però erano già presenti anche all’Ospedale Gemelli di Roma dove Sgarbi è stato ben curato. «Il termine scade il 18 settembre», scrive Parpiglia. Incrocio le dita per tutti, per il padre, per la figlia, ragazza intelligente e bellissima, e spero tornino a vedersi. In tutto questo Vittorio preferisce non parlare, è silenzioso, non commenta: «Ci sono già gli avvocati». Una sola domanda: se fosse stato nullatenente?
