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Lachlan Kennedy, l’uomo bianco più veloce al mondo

Convive con il diabete di tipo 1 come Zverev: “Accettarlo mi ha insegnato la disciplina”

Lachlan Kennedy

Potere bianco. L’uomo bianco vola nel vento della velocità. Ai Giochi del Commonwealth di Glasgow una piccola storia dell’atletica scomoda una storia ancora più grande: quella dell’Olimpiade di Città del Messico. Quando il 16 ottobre 1968 sul podio dei 200 gli afroamericani Tommie Smith e John Carlos, primo e terzo, inscenarono durante l’inno il gesto del pugno chiuso con un guanto nero, simbolo del Poterenero edei diritti umani. Con i due c’era l’argento del bianco australiano Peter Norman. Una premiazione che resta uno dei momenti più iconici di sempre ai Giochi. Stavolta sulla pista scozzese, a salire sul podio dei 100 metri è stato Lachlan Kennedy, 22 anni, australiano e d’argento come Norman, battuto di soli 2 centesimi dal camerunense Emmanuel Eseme (che ha cancellato 28 anni dopo il primato di Ato Boldon a Kuala Lumpur).

Ma la vera impresa è di Kennedy, che in 9′85 ha battuto il record nazionale di Patrick Johnson di tre anni fa (9′93), diventando così il “bianco” più veloce di sempre: è subentrato allo statunitense Sam Blaskowski (9′89 del 30 maggio a Nashville) senza dimenticare il francese Christophe Lemaitre (9′92 nel 2011). Per dire: Marcell Jacobs vinse l’oro olimpico aTokyo in 9′80. ‘E’ incredibile’ ha esclamato Kennedy sul podio anche con il nigeriano di bronzo Kanyinsola Ajajy. Kennedy entra così nella top 20 di sempre pur soffrendo della stessa malattia del tennista Alexander Zverev, re del Roland Garros: il diabete di tipo 1. L’emergente velocista bianco si è sempre ribellato: «Il diabete non deve limitare il mio piano». Anzi: «Il diabete può addirittura contribuire a migliorare la salute. Mangio meglio quando tengo sotto controllo la glicemia. Mi insegna la disciplina, non solo la nutrizione, mi fa riposare e recuperare meglio. Solo un atleta più veloce grazie a questo». Fa già parlare di sé, per due motivi...

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