Padroni del mondo. Gli italiani gettano definitivamente le maschere ad Hong Kong. La scherma è il forziere dello sport azzurro e il suo Dream Team del fioretto rosa, una garanzia assoluta di ori: ben 19, finora, aiMondiali. Le pedane asiatiche esaltano la superiorità di un’arma (guidata da Simone Vanni) che ha contribuito al bottino con 5 medaglie su 8, e 3 ori su 4, quanti sono gli argenti. Nel medagliere la Sud Corea, seconda, ha la metà del bilancio azzurro, appena un oro. Se vinci più che agli Europei di un mese fa (4-1-2), migliori il bilancio mondiale di un anno fa (2 ori, 4bronzi) sei una super potenza. Mancano solo i podi delle sciabole (8° ieri il quartetto maschile, oro francese). Luigi Mazzone è un presidente fiero: «Dentro i numeri c’è una squadra che arriva in fondo in quasi tutte le gare, il medagliere vinto con un giorno di anticipo, la Errigo prende la 25ª medaglia, c’è la consacrazione della Favaretto e le spadiste olimpioniche e ora iridate, gli argenti di Macchi, Di Veroli e Rizzi: un Mondiale memorabile. Il movimento si allarga ma l’Italia è sempre lì a dettare la linea, vince anche con i maestri italiani all’estero (Cuomo con l’Egitto di spada, ndr). Il mio voto è un 9…il 10 ce le teniamo per iMondiali 2027 che qualificano ai Giochi, e poi per Los Angeles..».
Il Dream Team ha reso più piccole le americani detentrici (45-29), con un quartetto che aveva fatto vedere già grandi cose a livello individuale. Arianna Errigo, mamma di due gemelli, a 39 anni sempre fioretto-fantasy: sorpassa lei americane con un 12-5. Martina Favaretto allunga col suo 4-1 finale su Carolina Stutchbury. Anna Cristino libera l’urlo d’oro col suo 5-0 definitivo sulla Scrubbs: «L’ultimo assalto è stato un onore e un onere, la ‘Fava’ mi ha dato un po’ di forze, è stato tosto e bello». Per la Favaretto la gioia è doppia: da sola e in compagnia: «Una stagione perfetta, un’emozione grandissima. Meglio di così...». Infatti il Dream Team ha vinto 5 volte in Coppa del Modo, l’oro europeo e ora il titolo iridato. L’altra mamma Martina Batini ammette: «Possiamo puntare sempre l’una sull’altra, ci compensiamo, siamo tranquille e ci divertiamo, abbiamo sempre una scorta. A noi chiedono solo l’oro, altrimenti è una catastrofe».
Un peso sulla spalle anche alla capitana Errigo, che le ha viste tutte e dopo l’argento individuale si gode l’Inno: «Abbiamo tirato tutte bene, è la nostra forza: che Mondiali!». Chiosa il capodelegazione Daniele Garozzo: «Il nostro segreto è nella classe magistrale degli atleti, in un ambiente che funziona, di uno sport meraviglioso che fa un grande lavoro tecnico, di tante società che lavorano. Il lavoro di decine di maestri è insegnare anche tanti valori, non solo quelli tecnici. Il valore aggiunto è proprio questo: siamo modelli di comportamento di cui siamo estremamente orgogliosi ».
