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Uomini e donne favolosi: fioretto e spada due ori thriller

A Hong Kong i fiorettisti si confermano sul tetto del mondo battendo i padroni di casa, le spadiste domano l’Estonia

 Le ragazze del Dream Team, prima ballano, poi conquistano l'oro
Il Dream Team del fioretto balla in pedana

L’estasi continua. In un’infuocata Arena di Hong Kong, l’Italia della scherma è indistruttibile. Con uomini e donne d’oro, con i fiorettisti e le spadiste, con lo stesso margine: di una provvidenziale, memorabile stoccata. Se è forte a livello individuale (oro Favaretto, argenti Errigo e Macchi nel fioretto, Di Veroli e Giulia nella spada), questa nazionale si conferma fortissima quando tira con le squadre. Due trionfi diversi rendono fieri tutti insieme, i moschettieri e le regine di spade che avevano già sbancato alle Olimpiadi di Parigi in casa delle francesi.

Battere i campioni olimpici e mondiali nel loro mondo, con quei recuperi prodigiosi di Tommaso Marini (da -5) e Filippo Macchi (da -6), rimontare nell’ultimo segmento quel fenomeno di Chou Chun Yin Ryan sino al 45-44 finali nonostante il delirio e arbitri così così, è stato per il neo papà Guillaume Bianchi (mamma francese) la seconda gioia più importante del mondo. Fa festa pure un altro Tommaso Martini da no confondere con Tommaso Marini. Ci si confonde, piuttosto, nel pesare le emozioni di questa doppia impresa iridata: gli uomini avevano vinto un anno fa a Tbilisi e dunque si sono confermati. Nella spada a squadre invece non vincevamo un mondiale dal 2009 ad Antalya, quando ancora neanche la star Rossella Fiamingo era entrata in nazionale, figuriamoci la 22nne deb torinese Gaia Caforio, utilizzata nella finale contro l’Estonia al posto della star Rossellina, lady Paltrinieri. La friulana Giulia Rizzi partiva dallo slancio della medaglia personale, Alberta Santuccio è catanese cresciuta dietro Rossella e ora è la spadista del destino: dopo l’oro olimpico soffiato alle francesi, adesso l’oro mondiale maturato 31-30 a capo di un dominio, che Katrina Lehis voleva mettere in discussione nei minuti e secondi finali ed interminabili. Con un po’ di spavento, molti brividi, la spada rosa-azzurra consegna così all’Italia la gemma più attesa: il quartetto può festeggiare la tripletta d’oro Olimpiade-Mondiali-Europei riuscita nel volley e nella pallanuoto femminile. Ed è questo effetto-traino tra uomini e donne che sublima la spedizione: «Finalmente l’abbiamo meritato e preso questo oro, abbiamo preso spunto dai ragazzi, è bellissimo vincere così siamo fiere di noi» urla ancora dalla pedana la Santuccio. Cartoline finali da Hong Kong.

Bianchi: «È stato proprio bello vincere fuori casa». Marini: «Con tanta pazienza e spirito, ci abbiamo sempre creduto, mai avviliti ma caricati e sempre combattenti». Macchi: «Talento, passione e determinazione era in noi». E Martini: «Dire indescrivibile è riduttivo». Fiamingo: «Abbiamo cercato non so quante volte questo oro, il 4° posto del 2025 ci bruciava, super orgogliose dopo l’oro olimpico». Rizzi: «Una giornata perfetta, ero carica dall’argento, ci mancava questo oro, la gioia è immensa. E Caforio: «Non abbiamo mai mollato».

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