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Oro a Taddeucci e bronzo a Caponi, la 10 km sorride alle azzurre: nuovo alloro agli Europei di Nuoto

Il gradino più alto del podio arriva dieci anni dopo l’ultimo trionfo nella specialità da parte di Rachele Bruni

Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Ginevra Taddeucci mette la propria firma sul medagliere azzurro degli Europei di Nuoto, riuscendo a conquistare un storico prp nelle acque della Senna, che già l’avevano vista protagonista con la medaglia di bronzo al collo in occasione dei Giochi Olimpici di Parigi 2024.

Una gara magistrale, quella condotta dalla nuotatrice fiorentina, che ha concluso la sua prova nella prestigiosa 10 km di fondo col tempo di 2:07.49.90, a 9″71 dall’ungherese Viktoria Mihályvári-Farkas e a 13″58 dalla connazionale e conterranea Linda Caponi, in grado quest’oggi di conquistare la prima medaglia della carriera in acque libere. L’atleta di Poggibonsi ha messo a frutto il periodo di allenamento sotto le direttive di Giovanni Pistelli, che da 16 anni segue proprio Ginevra Taddeucci.

La nuotatrice fiorentina, che con il suo oro ha fatto toccare quota 100 al numero delle medaglie conquistate dall’Italia, tra maschile e femminile, agli Europei di nuoto nella specialità del fondo, è apparsa raggiante ai microfoni della Rai, per quanto durante l’intervista abbia ribadito in più di una circostanza le enormi difficoltà attraversate nel nuotare nelle acque inquinate della Senna. “Sono felice, la medaglia d’oro nella 10 km era l’unica che mi mancava, perché avevo vinto l’oro nella 5 km”, ha spiegato la 29enne, “l’avvicinamento non è stato semplice, mi sono allenata da sola nell’ultimo mese”. Ad aiutarla negli allenamenti il compagno, l’ex atleta del fondo Matteo Furlan. “Il mio fidanzato si allenava con me ma poi è andato a lavorare, un po’ ha pesato perché allenarsi da soli è tosta. Poi aveva l’ansia di perdere, senza avere rivali forti, con il ruolo di strafavorita”.

Il rapporto di amore-odio col fiume parigino ha avuto anche oggi un epilogo positivo per l’atleta toscana, che dopo il bronzo alle Olimpiadi del 2024, sempre nella 10 km di fondo, è riuscita a salire sul gradino più alto del podio a due anni di distanza da quel giorno indimenticabile.

Nonostante il ruolo di favorita, per lei il 2026 era stato fin qui un anno estremamente complicato: le difficoltà incontrate in alcune tappe di Coppa del Mondo, a causa del freddo, e l’intossicazione per inquinamento patita lo scorso mese nella 10 km di Setubal non lasciavano ben presagire. Eppure, nonostante tutto, a lei era andata pure bene rispetto ad altre avversarie: la tedesca Leonie Beck, ad esempio, era addirittura finita in ospedale nella trasferta portoghese, e i postumi dell’intossicazione l’avevano costretta a dare forfait alla rassegna continentale.

È la stessa Taddeucci a esprimere tutto il suo rammarico per l’assenza di alcune delle sue più acerrime avversarie in acqua, dal momento che oltra alla Beck mancava anche l’ungherese Bettina Fabian: “Mi dispiace proprio perché non è stata una gara tanto competitiva, sentivo che mancavano le mie principali rivali”, ha spiegato la nuotatrice fiorentina. “La Senna è bella zozza, c’era del tro**io tra foglie, rami, e tanta plastica. Meno male che dicono sia pulita, pensa se fosse sporca. Due anni fa ai Giochi di Parigi era meno sporca, qui lo dico!“, ha scherzato ancora.

E nonostante tutto è riuscita a dominare le acque del fiume parigino, imponendo il proprio ritmo alle avversarie e traendo ispirazione dalla gara maschile del mattino. La sua strategia, giunta a metà gara, è stata quella di abbandonare il centro del corso d’acqua e di spostarsi verso la sponda destra, con l’obiettivo di cambiare passo e sfruttare una zona meno flagellata dalle correnti. Il gruppo si allunga alle sue spalle, poi si ricompatta in occasione del rifornimento, ma Ginevra ha ancora delle energie da sfruttare: a poco più di un chilometro dalla conclusione si rende protagonista di un altro strappo, quello che risulterà decisivo.

A completare una gara stupenda c’è il bronzo della sua conterranea Linda Caponi, alla prima prestigiosa medaglia della carriera in acque libere. “È un sogno questa medaglia al collo”, ha detto l’atleta di Poggibonsi, visibilmente emozionata, “dopo Setubal anche io sono stata male, mi sono beccata il batterio anche io con problemi gastrointestinali, ho fatto fatica ma non volevo perdere le speranze. Ho cercato di arginare i pensieri negativi e la gara è venuta fuori”.

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