L’Italia suona la nona (3-3-3) agli Europei di Parigi. Con tre medaglie in un giorno: 2 dal nuoto artistico e una, un bronzo pesantissimo, dai tuffi sincronizzati. All’ultimo tuffo, per 48 centesimi di punto, l’inezia di mezzo punto, Matteo Santoro e Stefano Belotti, beffano i solidi inglesi Harding e Laugher e conquistano un clamoroso bronzo dal trampolino olimpico di 3 metri. La nuova coppia composta dal 19enne romano, reduce da 2 ori, e dal 22enne bergamasco ex rugbista, subentra alla coppia Tocci-Marsaglia e si tuffa nel futuro. Servivano 80.10 punti 5 col doppio e mezzo avanti con due avvitamenti carpiato e 3.4 gradi di difficoltà, ne maturano 80.58 per il 386.07 finale e scalzare i britannici, quarti a 385.59. Trionfano i tedeschi Massenberg e Schauer (423.84) sui russi Kuznetsov-Shleikher (408.99).
Dall’argento individuale libero di Filippo Pelati, che recita il tema del Diavolo, al bronzo della Squadra interpretate da un motivo forte ispirato ad Angeli e Demoni: il nuoto artistico italiano non si fa mancare nulla ma non intende fermarsi alle 5 medaglie di Parigi. Sono Europei ricchi, esaltati ora dal podio in una specialità olimpica come il Team. Un gruppo che si rinnova ma non smette di stare tra le grandi potenze: è tornata la super Russia d’oro (285.0346)senza bandiera e inno, la Spagna resta d’argento (282.3541), l’Italia è terza con 256.1558 punti. Le etoiles sono Marta Iacoacci, Sofia Mastroianni, Susanna Pedotti, Alessia Macchi, Beatrice Esegio, Valentina Bisi, Beatrice Andina e Giulia Vernice. Con più spinte questo team piace, conquista. La Andina è quella che salta: «Questa medaglia ha un valore grandissimo, rappresenta tutto il percorso fatto quest’anno». È la medaglia che cementa un gruppo che sta insieme 8-10 ore al giorno.
Filippo Pelati non è più insicuro come quando si presentò in piscina a Bologna, e anche se ha solo 19 anni e ora deve pure affrontare i Mondiali giovanili pur avendo due bronzi tra i grandi, raccoglie la sua quarta gemma personale di questi Europei. Soltanto l’imbattibile britannico Ranjuo Tomblin (allenato dalle italiane Speroni e Basso) con 4 ori su 4 ha negato al poliziotto nel Solo per sei punti la gioia del trionfo (252.8712). Fils è ferrarese ma è spesso di stanza a Savona. Ormai Fils s’è preso la scena come Giorgio Minisini: 3 argenti e un bronzo, due volte sul podio con Lucrezia Ruggiero che gli ha trasmesso i consigli giusti essendo stata partner di Giorgio. Era stato argento anche nel 2025. E c’è il momento di tenerezza: «Questa medaglia è per mio nonno che è mancato mentre preparavo gli Europei ed era il mio primo tifoso: era il mio primo fan e ora me lo tatuerò».
