Un mega pallone (dome) pieno di CO2 che, passando dallo stato liquido a quello gassoso (e ritorno), produce energia verde per batterie a lunga durata. Energy Dome sfida i limiti delle rinnovabili e getta le basi per un sistema energetico che possa emancipare, Italia ed Europa, dalla dipendenza cinese, in particolare dal litio. Il gruppo finanziato e partecipato da Bill Gates (Breakthrough Energy Catalyst), Bei, Eni Next, Cdp, A2a, Intesa (Neva), 360 Capital e Barclays ha inaugurato ieri a Piacenza lo stabilimento produttivo delle «CO2 Battery»: un sistema di accumulo di lunga durata che punta a dare continuità alle fonti rinnovabili. Il principio è semplice: accumulare l’energia quando è disponibile in eccesso e restituirla alla rete quando la produzione da sole e vento diminuisce. La CO2 Battery non basa il proprio funzionamento sulle grandi quantità di litio e sulle relative catene di approvvigionamento. La tecnologia utilizza anidride carbonica in un ciclo termodinamico e può essere realizzata attraverso componenti e competenze industriali made in Europe. «Il tema della sovranità energetica», diventa centrale ha sottolineato il ceo e founder Claudio Spadacini raccontando lo sviluppo futuro che - a fronte di nuovi progetti in corso (per almeno 2 miliardi in corso, dall’India agli Usa) - sta lavorando per «raccogliere nuovi capitali privati». «L’opzione Borsa non è esclusa».
Il cuore della produzione a Piacenza ha visto nell’ultimo anno investimenti per circa 2 milioni di euro, destinati all’adeguamento del capannone, all’acquisizione di macchinari e al potenziamento delle infrastrutture elettriche e di rete. Il piano sul sito emiliano prevede di aumentare la scala con altri 6,5 milioni nei prossimi due anni, con l’obiettivo di triplicare la capacità produttiva. Anche l’occupazione è destinata a crescere: dagli attuali 30 addetti il team locale dovrebbe arrivare a 80-90 dipendenti entro il 2028. «La vera notizia che celebriamo oggi non è soltanto l’apertura di un sito industriale, ma la dimostrazione che dall’Italia può nascere e svilupparsi una tecnologia di frontiera capace di scalare i mercati mondiali», ha aggiunto Spadacini spiegando che una prima «cupola» è installata in Sardegna. Tra i clienti e partner figurano Google, Engie, Alliant Energy, NTPC, SEC e SRP.
