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Arte e Storia

Gli “Archetipi Mediterranei” al Ragusa Foto Festival

Dal 27 al 30 agosto nello scenario barocco di Ragusa Ibla, in Sicilia, torna la manifestazione internazionale di fotografia con 11 mostre, seminari, workshop, incontri con autori e visite guidate. Le mostre aperte fino al 27 settembre

ragusa

C’è una Sicilia che dal 2012, nel cuore antico di Ragusa Ibla in Val di Noto, patrimonio Unesco, promuove cultura e ricerca fotografica contemporanea attraverso mostre, letture portfolio, workshop, incontri e intrattenimento. È la Sicilia del Ragusa Foto Festival, piattaforma culturale internazionale, ideata da Stefania Paxhia e promossa dall’Associazione culturale APS Antiruggine che racconta, attraverso la fotografia, le trasformazioni e i cambiamenti che stiamo vivendo declinati quest’anno sul tema “Archetipi Mediterranei” dal 27 al 30 agosto con le mostre aperte per un mese, fino al 27 settembre.

Il programma comprende undici mostre - tra esposizioni personali e collettive, confronti generazionali, progetti inediti e residenze - diffuse tra palazzi barocchi, chiese sconsacrate e i giardini di Ragusa Ibla: sei di queste sono produzioni inedite, lavori commissionati, sviluppati e prodotti direttamente dal Festival.

L’edizione 2026 segna un momento importante nella storia del Festival che, con la nuova direzione artistica di Alessandra Mauro direttrice editoriale di Contrastobooks, consolida un’evoluzione naturale: il dialogo tra qualità curatoriale e territorio si fa più profondo, puntando alla produzione di lavori inediti che parlano alla Sicilia e al mondo mantenendo il rigore dei circuiti fotografici internazionali e il radicamento nei propri luoghi attraversandone le fragilità, i conflitti e le possibilità.

“Archetipi mediterranei” propone una riflessione aperta sul rapporto tra Sud Italia e il resto del mondo perché il Sud non è una periferia separata dal resto del Paese ma uno spazio in cui queste tensioni emergono con particolare evidenza, rendendo il Mediterraneo uno dei luoghi decisivi per leggere il presente europeo. Gli archetipi sono le forme che restano: i gesti, i riti, i paesaggi, le relazioni che pur trasformandosi, persistono attraverso i secoli e i confini. Sono l’ossatura profonda di ogni identità.

L’edizione 2026 sviluppa un’indagine visiva per osservare i territori, le relazioni, le forme quotidiane dell’abitare nei luoghi più decentrati in cui le trasformazioni sociali diventano più visibili. Comprendere il Mezzogiorno significa infatti osservare da vicino alcune delle trasformazioni che attraversano l’Europa contemporanea. E la fotografia non è solo linguaggio visivo ma strumento di osservazione critica della realtà con autrici e autori italiani e internazionali che dialogano in uno spazio condiviso per restituire identità vive, memorie collettive e storie apparentemente marginali ma capaci di raccontare la complessità dovuta alla crisi demografica, ai cambiamenti climatici, alla fragilità ambientale, alle migrazioni.

Tutte le informazioni su programma, mostre, workshop, incontri e visite guidate su https://www.ragusafotofestival.com/

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