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Arte e Storia

Così risplende (di verde) il Salone Dorato del Poldi Pezzoli

Tre mesi di lavori e sostegno economico del World monuments fund

Restyling Via il soffitto in cartongesso, la sala che ospita la «Dama» del Pollaiolo ora è verde

Il Poldi Pezzoli ci ha abituati bene: varcando la soglia della casa-museo, si resta sempre a bocca aperta. Questa volta, di più: dopo tre mesi di restauri (pochi, considerata l’importanza del lavoro) il Salone Dorato, l’ambiente più rappresentativo e scenografico del museo, quello in cui è esposta la Dama del Pollaiolo, è rinato. Via il vecchio soffitto in cartongesso, la desueta illuminazione e le pareti gialline: la sala ha un nuovo colore (verde: azzeccatissimo), un elegante soffitto a cassettoni e ha recuperato la grande finestra a serliana affacciata sul giardino interno, cara al padrone di casa, Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Il progetto è stato possibile grazie alla tigna della direttrice Alessandra Quarto che, studiando i documenti e le immagini d’epoca, ha intuito la possibilità del recupero di alcune parti, e grazie al sostegno economico (250 mila euro) del World Monuments Fund, l’organizzazione internazionale dedicata alla tutela del patrimonio artistico mondiale che ha scelto proprio Milano per il suo quartier generale nel nostro Paese. Nato dall’eccezionale gusto collezionistico di Gian Giacomo, il Salone venne concepito nella seconda metà dell’Ottocento per accogliere i pezzi più preziosi della sua raccolta, come la Dama del Pollaiolo e il San Nicola da Tolentino di Piero della Francesca: realizzato dai migliori artisti, intagliatori ed ebanisti dell’epoca, prendeva il nome dal soffitto in legno dorato. Gravemente danneggiato dai bombardamenti alleati del ’43, il soffitto fu ricostruito nel dopoguerra sotto la direzione di Fernanda Wittgens, ma nel 1974, secondo la moda minimalista del tempo, venne rifatto nuovamente con un ribassamento in cartongesso che ridusse l’altezza della sala, nascondendo per di più importanti elementi architettonici, come la parte alta della finestra.

Oggi il Salone Dorato è tornato a respirare: il restauro curato da Alessandra Quarto e Piero Guicciardini annulla l’intervento degli anni Settanta e restituisce le proporzioni originali. Torna visibile la monumentale finestra con il suo grande arco in marmi policromi su cui brillano i dettagli in bronzo e metallo della maison parigina Christofle. In sala trovano spazio adeguato la maestosa specchiera settecentesca e i due imponenti arazzi fiamminghi del Seicento, rimasti in deposito per cinquant’anni. Per festeggiare il restauro, il Salone Dorato sarà visibile a tutti, a ingresso gratuito, sabato, dalle 10 alle 18.

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