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Arte e Storia

L’opera di Franca Ghitti tra Brescia e la Valcamonica

Camuna, di Erbanno, non ha perso il contatto con la sua terra d’origine e di formazione

Opera di Franca Ghitti

Ha esposto, tra le altre città e paesi del Mondo, a Milano (alle Gallerie d’Arte e in Triennale, all’Università Bocconi e nella Basilica di S. Ambrogio), a New York, in Romania, a Vienna. Ha vissuto a Nairobi, in Africa, dove ha realizzato le vetrate della Chiesa degli italiani. Si è formata all’Accademia di Brera e ha vinto una borsa di studio a Parigi all’Académie de la Grande Chaumière. È Franca Ghitti (1932-2012), artista camuna, di Erbanno, frazione di Darfo Boario Terme, che mai ha perso il contatto con la sua terra d’origine e di formazione. Il padre falegname le insegna il contatto con l’elemento materico. Nel 1968 è a Roma come assistente tecnico al Ministero degli Esteri. Opere sue sono presenti ai Musei Vaticani, al Quirinale, la GAM di Roma e le Gallerie d’Italia a Milano. Brescia oggi le dedica la prima personale «Franca Ghitti, una storia di altri alfabeti» al Museo Santa Giulia, fino al 4 aprile 2027. Con un po’ di ritardo, dato che proprio qui l’artista muore nel 2012 e nel 2022 dalla Fondazione Archivio della Ghitti viene concessa la sua «Ultima Cena» al Museo Diocesano. Al Santa Giulia le opere della Ghitti sono poche e proposte in dialogo con le testimonianze del mondo romano, longobardo-carolingio e rinascimentale del Museo a testimoniare il legame dell’artista con la tradizione dell’area. Oltre al Museo di Darfo Boario Terme, del 2023, dedicato all’opera dell’artista, con sede ancora provvisoria nell’ex Convento settecentesco in Via Quarteroni 10, in vari comuni della Valcamonica è possibile seguire un percorso di opere di committenza pubblica della Ghitti. Da Breno, dove si conserva un nucleo importante, a Pisogne c’è il Tempo del Ferro, scultura sul lungolago in legno e lame metalliche. A Lovere «I 13 Martiri» è il monumento in ferro per i partigiani qui uccisi nel 1943. Nella Chiesa di Sant’Antonio Abate di Corti a Costa Volpino si trovano le vetrate policrome sui temi della Creazione, Apocalisse e Beatitudini. A Erbanno sono custoditi i «Tre alberi» nell’antica cappella di San Martino nel Cimitero (in cui è sepolta l’artista), le vetrate e gli arredi liturgici della Cappella della Caritas, detta Cappella Ghitti, e gli interventi sul campanile e la Finestrella, o Grata, dedicata alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. A Cerveno si trova la «Porta del Silenzio», pannelli metallici per commemorare i Caduti.

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