Nello scenario occidentale contemporaneo, l’infanzia appare spesso iper-protetta ma isolata dietro gli schermi tecnologici e precocemente mercificata. Al contrario, la vecchiaia sembra aver smarrito lo status di «età della saggezza» per inseguire miti di eterna giovinezza. È su questi aspetti delle età estreme dell’esistenza che si concerta la mostra fotografica «Il ritmo della vita. Vecchi e bambini nella fotografia umanista del XX e XXI secolo», mostra collettiva curata dalla storica dell’arte e curatrice Angela Madesani, organizzata da Franco Maria Ilardo. L’esposizione è ospitata dal 24 settembre al 16 ottobre nelle sale del CMC, Centro Culturale di Milano. Il fulcro della sezione contemporanea è composto dagli scatti di Max Baccetti, con i suoi delicati reportage in Nepal, in Mali e in Amazzonia. Le opere del fotografo toscano si intrecciano il suo lavoro con il lavoro di tre sensibili interpreti della fotografia contemporanea Paolo Simonazzi, Enzo Obiso e Paola Mongelli - in dialogo con una colta selezione di capolavori storici vintage, dagli anni Quaranta ai primi anni Duemila, provenienti dalla collezione di Rita e Riccardo Marone. Il percorso espositivo è così arricchito dagli scatti di Henri Cartier-Bresson, con l’ironico ritratto di una vecchia signora carica di medaglie patriottiche, e Robert Doisneau, che osserva con tenerezza i bambini parigini che fanno la verticale in strada. Una nota di colore contemporaneo è offerta da Monica Biancardi, con i suoi bambini sorridenti che giocano con una rete a Ebron, in Palestina. La mostra, inoltre, documenta il ruolo della fotografia nel mutare le leggi sul lavoro minorile, a partire dagli storici scatti americani di Lewis Hine.

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