Il bilancio 2025 di ASM Voghera, la holding dei servizi pubblici dell'Oltrepò Pavese, si è chiuso con un utile netto consolidato di 6,6 milioni di euro. Nel giro di un triennio il risultato è raddoppiato, salendo dai 3,3 milioni del 2023. La capogruppo porta il proprio utile a oltre 4 milioni netti, mentre l'esercizio registra un avanzo di cassa di 6,7 milioni. Solo nel 2022 - sotto la precedente gestione - il gruppo aveva chiuso l'anno con appena 54mila euro di utile.
Il cambio di passo coincide con l'avvio, nel 2023, di una gestione di impronta manageriale, affidata alla presidenza di Alberto Dell'Acqua e all'amministratore delegato Alfonso Mercuri. Proprio ad Alberto Dell'Acqua abbiamo rivolto alcune domande sul bilancio di questi tre anni e sul futuro della società.
Asm Voghera ha appena chiuso un triennio di forte crescita finanziaria. Cosa significano concretamente questi risultati per i cittadini di Voghera?
"Un gruppo che produce utili e dispone di cassa può continuare a investire sui servizi per i cittadini e a tenerne sotto controllo i costi, anziché rincorrere le emergenze. Non abbiamo cercato il risultato una tantum, ma una struttura capace di reggere nel tempo: è da qui che derivano, in modo duraturo, servizi più efficienti e tariffe sostenibili per i cittadini".
Avete a disposizione un importante avanzo di cassa. Quali sono le priorità di investimento per i prossimi mesi?
"L'avanzo di cassa è una risorsa da mettere a frutto, non un tesoretto da lasciare fermo. Le priorità seguono i bisogni del territorio e la solidità degli asset: gli investimenti infrastrutturali che migliorano la qualità del servizio, dalle reti idriche al ciclo dei rifiuti, e il consolidamento degli asset energetici, dove il riposizionamento di mercato avviato in questi anni va portato a compimento".
Questo bilancio coincide con la fine del vostro mandato triennale. Guardandovi indietro, qual è il traguardo di cui va più fiero e quale la sfida più difficile che avete dovuto superare?
"Non è la cifra in sé, ma l'aver dato all'azienda un'impostazione solida e destinata a durare: siamo partiti da un equilibrio fragile e abbiamo costruito una struttura che produce utili e genera cassa. La sfida più difficile è stata il riposizionamento degli asset energetici in un mercato profondamente cambiato e, prima ancora, trasferire in una realtà di provincia il metodo e la cultura gestionale propri delle grandi imprese".
Se confrontiamo i dati attuali con quelli di qualche anno fa, il cambio di passo è evidente. Qual è stata la scelta strategica che ha permesso di risanare e rilanciare l'azienda?
"Non parlerei di un segreto, ma di un metodo. Abbiamo inteso la dimensione della grande azienda come un salto di scala della piccola azienda virtuosa e abbiamo invertito la scala, cercando di far diventare la piccola come una grande azienda virtuosa. In concreto significa disciplina finanziaria e cultura gestionale da grande impresa, senza rinunciare alla funzione sociale che una municipalizzata deve continuare a svolgere".
Dietro a questi numeri ci sono molte persone. Che ruolo hanno avuto i dipendenti e i collaboratori di ASM nel raggiungimento di questo traguardo?
"Nessun risultato di questa portata è opera di una sola persona. Dietro questi numeri c'è il lavoro quotidiano dei dipendenti e dei collaboratori di ASM, ai quali abbiamo chiesto di adottare un metodo più rigoroso e una cultura gestionale nuova, e che hanno risposto con competenza e impegno. Il merito è prima di tutto loro".
In vista dell'assemblea dei soci, che messaggio si sente di dare ai Comuni soci e alla comunità locale che rappresentate?
"ASM è oggi un'azienda sana, capace di stare sui mercati e di
restituire valore al territorio. Ai Comuni soci dico che hanno una società su cui contare, e che i risultati di un triennio meritano di essere custoditi e fatti crescere con la stessa serietà con cui sono stati costruiti".