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Giù la maschera

La stabilità, che dittatura...

Meloni: "Irresponsabile alimentare clima d'odio". Piantedosi: "Chiedere la verità non delegittima divise"

Tra un mese il governo Meloni diventerà il più duraturo della storia repubblicana. Ci voleva una donna – di destra–per farcela. Beh, noi siamo contenti: teniamo i conti da quando Meloni ha scavalcato Draghi (tiè!), mille giorni fa.«Ma perché, a te cosa te ne frega?», «Niente, pura faziosità». Comunque. È dal nostro primo voto, negli anni ’80, che sentiamo ripetere che la stabilità è un valore, che l’economia ci guadagna, che i governi balneari dell’epoca Dc erano una vergogna italiana, che con lo stesso premier si è più credibili sul piano internazionale e così via... E poi, tac. L’altra sera, all’improvviso, in uno di quei talk su La7 tutti uguali che lavorano indefessi per portare voti alla destra, spunta una giornalista di Domani – quotidiano tutt’altro che stabile – a dire che «La stabilità non è un valore assoluto, anche i dittatori sono stabili». Ha detto proprio così: «dittatori».Un tempo persino dire cazzate esigeva un certo rango. Oggi basta l’appartenenza al parco opinionisti di La7.Non sappiamo perché, ma abbiamo il leggerissimo sospetto che se il record lo avesse raggiunto un premier di sinistra sarebbe stato un fiero traguardo. Invece, pensa te, è una dittatura. Domanda: ma perché se ne lamentano proprio i giornalisti filo-Cuba, Cina, Iran, Venezuela...?Mah. L’impressione è che la sinistra non voglia neppure provare a governare. Le basta che non lo facciano gli altri.

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