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Alunni stranieri, a Milano anche classi con il 75%

La Lombardia è la regione con il maggior numero di bambini e ragazzi non italiani. Il record della scuola dell’infanzia di Paderno, con 55 iscritti contro 10

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A Milano il tetto del 30% entra in classe già superato. Ci sono scuole dove i ragazzi stranieri sono la metà e anche classi in cui arrivano al 75%. Per essere più precisi ci sono 35 plessi scolastici dove oltre il 50% degli iscritti è di origine straniera. Nelle 24 elementari dove gli italiani sono meno della metà ci sono ben 122 nazionalità diverse e nelle 11 medie sono 115. Dal Trilussa di Quarto Oggiaro alla primaria di via Bottego a Crescenzago, dalla Paravia di San Siro alla Calsanzio.

Ma questi sono solo i numeri di un quadro dentro il quale si dovrà muovere l’ufficio scolastico regionale che, se il decreto legge dovesse essere approvato, avrà un ruolo di coordinamento per spostare gli studenti in eccesso alle altre scuole di prossimità così come già avviene quando ci sono gli studenti - italiani o stranieri - in sovrannumero. Come è stato chiarito ieri infatti la norma riguarderà solo gli alunni che non conoscono l’italiano, così da non favorire la concentrazione solo in alcune scuole. Il limite quindi non riguarda come ha evidenziato il ministro Giuseppe Valditara, chi ha frequentato la scuola dell’infanzia. E mentre l’opposizione affila le armi, vale la pena ricordare che correva l’anno 2019 quando il sindaco Sala commissionando uno studio sulle scuole milanesi ammetteva che (testuale) «il giusto livello di integrazione si raggiunge solo intorno al 30% di bimbi di origine non italiana, quand’è l’80% non va bene. Non è semplice, è un percorso lungo ma bisogna fare uno sforzo con famiglie e Miur per trovare formule di mobilità tra le scuole, sia per aiutare gli alunni stranieri sia per non mettere in difficoltà quelli italiani che oggettivamente rischiano di trovarsi in minoranza».

La Lombardia è al centro della questione. È qui che si concentra il maggior numero di ragazzi stranieri. Fin dall’asilo. Tuttoscuola, il sito specializzato sul mondo dell’educazione, ha diffuso i dati dei bambini iscritti alle scuole dell’infanzia. Quelli che approderanno alle elementari e a salire nei vari gradi. Ed è qui che si concentra il maggior numero di classi dove il tetto del 30% degli iscritti stranieri è superato. Sono ben 363 le scuole e un terzo sono a Milano, con 100 classi seguita da Bergamo con 51. Ma sono anche 100 in Lombardia le scuole in cui i bambini stranieri sono la metà e 8 invece sono quelle dove ad essere in netta minoranza sono i ragazzini italiani, con iscritti stranieri oltre il 75%. Dove? Al top c’è la scuola dell’infanzia di Paderno Dugnano con 55 bambini stranieri e 10 italiani divisi in 3 cassi e il 2° circolo di Piacenza con 90 stranieri e 16 italiani, percentuali che sfiorano l’85 per cento. Numeri, però che poi vanno calati in tutto un altro discorso. Chi conosce la nostra lingua e chi no. «Uno studente che non parla italiano può diventare un problema di integrazione e anche didattico», fa notare Matteo Loria, presidente regionale dell’Associazione presidi (Anp). «Se il ragazzo non parla è difficle che possa integrarsi con gli altri» sottolinea. Per lui il tetto del 30% ha senso, anche se vede una certa difficoltà nell’applicabilità. Così come era stato per la circolare Gelmini di 16 anni fa, rimasta sulla carta. «Dovrebbe essere l’ufficio scolastico a reindirizzare studenti in altre scuole però poi dipende, ad esempio per le superiori, anche dall’indirizzo. Quella più vicina magari è a 40 chilometri».

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