«Io in strada pedalo per lavoro e ci sono tanti che lo fanno per passione. Sappiamo tutti che ci sono orari e situazioni di traffico più rischiose e in quei momenti conviene stare a destra in fila e non appaiati. Però vado anche in auto e a chi guida chiedo di avere pazienza: aspettare 30 secondi a sorpassare un ciclista per farlo in sicurezza non cambia la vita, anzi può salvarla...». Filippo Ganna, pluricampione del mondo a cronometro, olimpionico e recordman dell’ora, dice ciò che molti pensano: sulla strada serve buonsenso e la «guerra» che vede contrapposto chi va in auto e chi pedala è, oltrechè assurda, sempre più pericolosa. Auto e bici condividono ogni giorno lo stesso asfalto, ma troppo spesso lo vedono da due punti di vista opposti. Da questa consapevolezza nasce «Stessa Strada», il progetto di Quattroruote, Federazione Ciclistica Italiana e Škoda Italia dedicato alla sicurezza presentato ieri presso l’Automotive Safety Center di Vairano, con ACI e Polizia di Stato. Si parte dai numeri per capire che la rotta deve essere invertita: secondo i dati ACI-Istat, nel 2025 le vittime sulle strade sono scese a 2.868 (-5,3% rispetto al 2024) ma tra i ciclisti la tendenza è opposta: 228 morti, il 23,2% in più rispetto all’anno precedente, di cui 30 su bici elettrica (+50%). Non è semplice venirne a capo e il sondaggio di Quattroruote e Fci su un panel di oltre 4mila tra automobilisti e ciclisti fotografa bene la situazione che parte da un presupposto spesso trascurato: quasi un intervistato su due, il 48%, usa abitualmente sia l’auto sia la bicicletta.
Il primo dato è un giudizio severo sullo stato delle strade italiane, pessime purtroppo: la metà (53,9%) assegna un voto compreso tra 0 e 3 su 10.
Netta, invece, la distanza nella percezione del pericolo. I ciclisti misurano il proprio livello di rischio a 8,4, contro il 5,4 indicato dagli automobilisti.
Chi guida punta il dito soprattutto sulle infrazioni dei ciclisti, come il passaggio con il rosso o la marcia contromano (86,3%) e sullo stile di marcia, dal procedere affiancati all’occupare il centro della carreggiata (63,1%). Chi pedala segnala l’uso dello smartphone alla guida (73,9%) e la mancata precedenza (72,4%). Chi deve adattarsi? Tra gli automobilisti il 53,1% chiede uno sforzo equo a entrambe le parti. Tra i ciclisti il 66,2% ritiene che debbano essere soprattutto gli automobilisti ad adattarsi. Soluzioni? La misura ritenuta più efficace è più educazione stradale per tutti, seguono infrastrutture e piste ciclabili separate, continue e ben progettate (45,1%), e maggiori controlli e sanzioni, con una più forte Ciclisti Dà responsabilità a chi guida per l’uso dello smartphone e il non rispetto delle precedenze presenza delle forze dell’ordine (42,2%). Infine un segnale di speranza: il 68,2% ritiene la convivenza tra auto e bici assolutamente possibile. Proprio a partire da questi punti di contatto, Stessa Strada apre un tavolo tecnico che coinvolge tutti i protagonisti della mobilità: costruttori, mondo della bicicletta, informazione, enti e forze dell’ordine, con il contributo di ACI e Polizia di Stato.
Nel corso del 2027 il tavolo produrrà una serie di analisi con l’obiettivo di condividere un manifesto di proposte da sottoporre alle istituzioni come contributo concreto per strade più sicure per tutti.
