Ci sono notizie che nel gran frastuono della cronaca, soprattutto nera e politica, rischiano di rimanere nascoste. O di finire ignorate, per lasciar posto ai battibecchi di Palazzo o alle infinite dispute sulle sentenze di una giustizia sempre meno rassicurante. Faccende degne di attenzione, ma ogni tanto è meglio ritagliarsi uno spazio più salutare nel quale occuparsi di buoni esempi. Magari da imitare, perché si dice che fare il bene sia contagioso. È oggi il caso dell’entrata in attività della Torre della ricerca: a Monza dieci piani per 4mila mq e dieci laboratori altamente specializzati per ampliare il Centro di ricerca Tettamanti. L’obiettivo è dare più spazio, tecnologie e impulso agli studi sulle leucemie, sulle malattie del sangue e su patologie rare dell’età pediatrica condotti dagli oltre 50 ricercatori del Centro di ricerca Tettamanti, l’istituto scientifico della Fondazione Matilde Tettamanti. Una Torre che «segna un nuovo passo avanti nello sviluppo del modello di cura, assistenza e ricerca promosso da oltre 45 anni dalla Fondazione Verga, creando le condizioni per accelerare le risposte ai perché ancora irrisolti della malattia. Un progetto nato per unire persone, competenze e risorse con l’obiettivo di investire in ricerca, conoscenza e nuove possibilità di cura per i bambini e le bambine di oggi e domani». A rendere ancor più preziosa l’impresa, il fatto che la Torre sia stata realizzata con il sostegno di tanti donatori e al fondamentale contributo di Fondazione Berlusconi e Fondazione Ennio Doris che hanno condiviso con Fondazione Verga la fiducia nella ricerca. Ieri sarebbe stato il compleanno di Silvio Berlusconi e alla sua amicizia con Ennio Doris la Torre è dedicata. Il miglior modo di festeggiare, nel più puro rito ambrosiano: quello del fare per gli altri.
