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Caldo Spa

Dal boom dei climatizzatori a bikini e piscine: l’ondata di calore fa volare il business del fresco

Caldo e afa? Quanto costa tenere acceso un ventilatore tutta la notte

Fa caldo, anzi caldissimo. Le strade sono vuote, le piscine piene e il rumore costante di sottofondo è quello dei motori dei condizionatori accesi senza sosta. Ma mentre milioni di persone cercano disperatamente un po’ di fresco, in alcuni casi il termometro alle stelle è tutt’altro che una cattiva notizia. Perché qualcuno dovrà pur produrre - e vendere - tutto quello che serve per trasformare la casa in un rifugio dal caldo, una piscina in un’oasi e perfino un pomeriggio sotto il sole in qualcosa di sopportabile.

A giugno, con la prima grande ondata di calore, nei centri commerciali del Nord Italia trovare un semplice Pinguino era diventata un’impresa: i climatizzatori portatili erano andati a ruba. E l’effetto si è visto subito sulle tasche di De’ Longhi: nei primi sei mesi dell’anno i ricavi netti hanno superato quota 1,4 miliardi di euro, in crescita di circa il 10%, spinti proprio dal segmento del climatizzamento e della ventilazione che ha fatto un salto del 15% nei mesi estivi. Ma il business dell’estate non parla solo italiano. Il colosso francese Groupe Seb ha registrato a giugno un incremento del 30% nelle vendite di ventilatori in Europa rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Risultati analoghi arrivano dalla svedese Beijer Ref, specializzata nella refrigerazione, che ha visto schizzare gli ordini persino in,mercati storicamente poco abituati alle temperature estreme come Regno Unito e Francia. Insomma, più il caldo si allarga, più si allarga anche il mercato di chi promette di tenerlo fuori dalla porta.

E non basta più rinfrescare la casa. Bisogna proteggere anche la pelle, trovare qualcosa da indossare e, possibilmente, un posto dove trascorrere le ore più torride. Per la multinazionale tedesca Beiersdorf, casa madre di Nivea, giugno è stato il mese record, la società non aveva mai venduto così tante creme solari prima, spingendo anche il titolo in Borsa di oltre il 9% per gli ultimi tre mesi. Perfino l’industria delle piscine beneficia del fenomeno: la spagnola Fluidra ha definito i propri impianti un vero e proprio «rifugio dal clima», trasformando l’adattamento alle alte temperature in «un’opportunità strategica di lungo periodo», rendendo improvvisamente più appetibile un bene che, fino a qualche anno fa, era considerato di lusso. Per non parlare dell’armadio: l’estate si allunga e cambiano i vestiti che compriamo. Così anche i grandi colossi del fast fashion, da H&M a Zara fino a Bershka, si sono adattati a una stagione che sembra non voler più finire, spingendo sempre di più su costumi, capi leggeri e abbigliamento da mare.

Che sia chiaro, la ricerca inarrestabile del freddo ha un motore invisibile che lavora a pieno ritmo: la rete elettrica. Perché ogni grado in più significa

milioni di apparecchi accesi contemporaneamente e, quindi, una rete elettrica chiamata a correre sempre più veloce. I consumi delle famiglie europee per il raffreddamento degli ambienti sono raddoppiati dal 2018 al 2024, sfiorando gli 80,4 mila terajoule. In Italia la crescita è stata ancora più marcata, con un balzo del 171%. L’impatto sui dati nazionali è stato immediato: a luglio il fabbisogno di elettricità nel nostro Paese ha toccato il picco storico di 32,5 TWh, con un aumento dell’8,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, superando perfino il record che resisteva dal luglio 2015. Una spinta che sposta inevitabilmente i conti delle utility, con le azioni di Enel che negli ultimi tre mesi hanno guadagnato il 3,5%.

E se, come sottolineato da Daniel Ervèr, responsbaile di H&M, «l’impennata delle vendite estive tenderà poi a raffreddarsi nel corso dell’anno», la domanda di fondo resta. Però il cambiamento non è solo nel caldo di oggi, ma nell’idea che domani le temperature si alzeranno ancora. E che tutto ciò che fino a ieri sembrava un optional - dal condizionatore alla piscina - diventa di colpo una necessità.

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