Adesso si conosce la causa esatta dell’incidente al volo Ryanair FR846 del 1° ottobre 2024 decollato da Barcellona con destinazione Bergamo-Orio al Serio (162 passeggeri a bordo) quando, appena toccato pista, tutti e quattro gli pneumatici del carrello principale sono esplosi.
Cosa è successo
È stato infatti pubblicato il Report dell’Ansv (Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo) dove si parla di quanto avvenuto il giorno prima del volo visto che l’evento ha avuto successivamente delle conseguenze dirette. “Nel giorno precedente all’evento, a seguito di controlli manutentivi, veniva escluso l’impianto antiskid. Nella mattina del giorno dell’evento, dopo aver effettuato ulteriori verifiche relative al malfunzionamento dell’impianto antiskid, il velivolo veniva rilasciato al volo ancora con antiskid inoperativo”, si legge sul Report.
Il ruolo dell’antiskid
Ricordando che tutti i passeggeri non si sono accorti di nulla e sono sbarcati regolarmente, l’aeroporto Orio al Serio è poi rimasto chiuso per qualche ora con il traffico andato in tilt. Il perché è presto detto: era necessario inviare i tecnici per tutti i rilievi del caso, sia in pista che sull’aeromobile che è stato successivamente portato in un hangar. Ma cos’è l’antiskid?
Si tratta del sistema frenante antibloccaggio degli aeromobili, come fosse una sorta di ABS delle auto. Monitora la velocità di rotazione delle ruote tramite appositi sensori e riduce automaticamente la pressione idraulica del freno se rileva un rischio di slittamento o bloccaggio. In questo modo viene garantita la massima efficienza di frenata, si evita lo scoppio degli pneumatici e mantiene il controllo direzionale in atterraggio o su piste bagnate e scivolose.
In pratica, prima di decollare dalla Spagna, i tecnici avevano riscontrato un problema ai due canali antiskid, che era stato disattivato, ma i rilievi hanno mostrato che il malfunzionamento era soltanto a uno dei due.
“L’esclusione di un singolo canale antiskid avrebbe ragionevolmente mitigato i danni che sono stati causati da una non corretta procedura di atterraggio effettuata con entrambi i canali antiskid inoperativi, come avvenuto nell’evento in esame”, spiega l’Ansv che auspica una diversa uniformità nei manuali di volo e nuove sessioni di simulazione per i piloti così da essere in grado di far fronte a un eventuale problema di questa natura, quando cioé non sono attivi i sistemi antibloccaggio.
