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Dalla musica alla terra: cinque orti per cambiare la vita in Sri Lanka

Questa sera a Milano la United Kids of Music Orchestra in concerto in favore del progetto “Semi di speranza” promosso dall’associazione Stella Ets

sri lanka

Un concerto eseguito da giovani musicisti per sostenere un progetto che parte dalla terra e punta all’autonomia. È il significato della serata benefica in programma questa sera alle 20.30, alla Chiesa di Gesù Buon Pastore e San Matteo, in via Caboto 2 a Milano.

Sul palco la United Kids of Music Orchestra, formazione composta da ragazzi dai 7 ai 20 anni, impegnata in un programma che comprende Mendelssohn e la Sinfonia Italiana, oltre al Concerto per violino e orchestra. L’ingresso è a offerta minima di 15 euro, gratuito per i minori di 15 anni, e il ricavato sarà destinato alla realizzazione di cinque orti di comunità nello Sri Lanka.

Dietro la musica c’è un progetto di solidarietà che ha un’ambizione molto concreta: aiutare cinque comunità della provincia di Galle a diventare più autosufficienti, garantendo cibo sano e nuove possibilità alle persone più vulnerabili. Si chiama “Semi di Speranza” ed è promosso da Stella ETS, associazione che ha scelto di intervenire attraverso uno strumento elementare e, proprio per questo, potente: coltivare la terra.

Il nuovo programma prevede la realizzazione di cinque orti comunitari, capaci di coinvolgere complessivamente 260 persone vulnerabili e di produrre circa 1.500 piantine. L’obiettivo non è soltanto aumentare la disponibilità di alimenti freschi, ma ridurre i costi alimentari delle strutture coinvolte e creare, dove possibile, un surplus da reinvestire.

Il punto di partenza è una situazione di forte difficoltà economica e alimentare. Secondo i dati presentati dal progetto, in Sri Lanka il costo del cibo arriva a rappresentare oltre la metà delle spese familiari e circa una famiglia su cinque è costretta a ridurre quantità e qualità dei pasti. La malnutrizione infantile rimane inoltre una delle principali emergenze del Paese.

Da qui l’idea di una sorta di microcredito in natura: invece di limitarsi a distribuire beni o denaro, il progetto mette a disposizione gli strumenti per produrre. I cinque orti saranno progettati tenendo conto delle condizioni ambientali, degli spazi disponibili e delle necessità alimentari delle singole comunità.

Ma la vera particolarità dell’iniziativa è che le persone beneficiarie non saranno semplici destinatarie dell’aiuto. Parteciperanno, secondo le proprie possibilità, alla cura degli orti. Il lavoro della terra diventa così anche un’attività di inclusione, di relazione e di benessere, con una funzione di ortoterapia rivolta alle fasce più fragili della popolazione.

Sono 60 i bambini con disabilità, 30 i bambini vittime di violenza, 75 i bambini e giovani in condizioni di vulnerabilità, 75 gli anziani e 20 i preti e le suore in pensione che saranno coinvolti nei diversi centri.

Il progetto nasce dall’esperienza già maturata da Stella ETS con “Semi di Speranza”, avviato nel 2024 nel sud dello Sri Lanka insieme all’Associazione Realmonte di Milano e a padre Charles Hewawasam, responsabile della comunità cattolica di Weligama.

L’iniziativa era partita sostenendo famiglie alle quali venivano forniti semi, terriccio e strumenti, insieme alla formazione sulle tecniche agricole di base. I prodotti coltivati potevano essere destinati al consumo familiare oppure venduti nei mercati locali, creando una piccola fonte di reddito.

Quell’esperienza ha mostrato la possibilità di trasformare un intervento di solidarietà in un meccanismo capace di generare autonomia. Da qui l’estensione del modello agli orti comunitari: non più soltanto la singola famiglia, ma strutture che accolgono persone fragili e che possono progressivamente produrre una parte del proprio fabbisogno alimentare.

Anche la struttura organizzativa è pensata per rendere il modello sostenibile: un vivaio centrale, il supporto di un agronomo locale e la supervisione di padre Charles Hewawasam. È previsto inoltre un ricettario in lingua cingalese, realizzato con una nutrizionista, per insegnare a valorizzare i prodotti coltivati e contribuire a un’alimentazione più equilibrata.

I risultati attesi sono dunque molteplici: più autonomia, attraverso la riduzione dei costi e l’eventuale reinvestimento delle eccedenze; più salute, grazie alla disponibilità di prodotti freschi e nutrienti; più benessere, attraverso la partecipazione diretta alla cura degli spazi.

Ed è forse proprio questo il senso più interessante dell’iniziativa. La solidarietà, in questo caso, non consiste soltanto nel portare qualcosa a chi ne ha bisogno, ma nel creare le condizioni perché una comunità possa produrre, partecipare e diventare progressivamente più autonoma.

Questa sera, dunque, la musica dei ragazzi della United Kids of Music Orchestra servirà a sostenere qualcosa che sembra lontanissimo da un concerto: cinque pezzi di terra in Sri Lanka. Ma è proprio da quei cinque orti che Stella ETS prova a far partire una trasformazione molto più ampia.

Coltivare oggi significa costruire autonomia domani, è la sintesi scelta per il progetto. E ogni euro ra

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