La piccola Anna Rosa Bartolotta di Palermo, morta a 4 anni per difterite, si poteva salvare? Sul registro degli indagati, oltre ai genitori, che non avevano vaccinato la figlia, figurano otto medici. L’accusa è di omicidio colposo. Sono i sanitari dell’ospedale Civico che hanno visitato la bambina il 13 agosto, quando per la prima volta i genitori l’hanno portata al pronto soccorso. La piccola è stata dimessa per tonsillite, con la raccomandazione ai genitori di ritornare qualora ci fossero problemi. Anna Rosa non ha risposto alle cure: non si trattava infatti di tonsillite, ma di difterite. Due giorni dopo è stata riportata in ospedale. Le sue condizioni erano già compromesse e sono peggiorate rapidamente: Anna Rosa è morta il 20 agosto.
Genitori e medici sono indagati come atto dovuto per consentire l’autopsia che si è svolta ieri all’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo. Somministrando gli antibiotici giusti il 13 agosto, Anna Rosa sarebbe ancora viva? È la domanda a cui devono rispondere gli inquirenti. Intanto l’autopsia ha confermato la presenza di una grave e diffusa infezione e che la bambina è stata sottoposta a cure particolarmente invasive. Dopo la morte della figlioletta, i genitori hanno denunciato gli ospedali, accusando i medici di «incompetenza».
La famiglia è stata vaccinata e l’Asp ha avviato un’indagine epidemiologica per risalire a tutti i contatti della piccola. Il cuginetto, anche lui di 4 anni, è risultato positivo alla difterite. L’ha contratta in forma lieve, probabilmente perché vaccinato, ma gli sono anche stati somministrati subito gli antibiotici necessari per contrastare la difterite. È stato dimesso ieri.
A Palermo è aumentato sensibilmente il numero di persone che si sono sottoposte alla vaccinazione, anche allo Zen, dove viveva Anna Rosa. All’assessorato della Salute si è riunita una task force regionale sui vaccini: «I due casi di difterite registrati a Palermo, entrambi riscontrati in minori dello stesso nucleo familiare si legge in un documento della Regione siciliana non rappresentano un cluster epidemico». Obiettivo un «recupero vaccinale della popolazione infantile tra 0 e 6 anni». La task force tornerà a riunirsi il 3 settembre.
