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Attualità

“Fedele a Ranucci? No, a Report”. Gli equilibri di Claudia Di Pasquale nei rapporti col conduttore

Il nuovo volto di Report, insieme a Daniele Piervincenzi, cerca di slegarsi dalla dichiarazione fatta da Ranucci ma non troppo

Di Pasquale

Claudia Di Pasquale condurrà Report con Daniele Piervincenzi a partire dal prossimo novembre e sembra non sentire il peso della decisione sul suo nome, arrivata dopo una rivolta della redazione che ha portato Giulia Presutti, primo nome fatto dalla direzione, a rinunciare all’incarico. Presutti non piaceva alla redazione e nemmeno a Ranucci che, invece, di Di Pasquale ha detto che gli è “fedele”. Una definizione che ha colpito ma dalla quale la stessa nuova conduttrice si dissocia con un equilibrismo in un’intervista al Corriere della sera.

“Con Sigfrido ho sempre avuto un buon rapporto e ho lavorato 15 anni con la massima autonomia, ma io sono fedele a Report: alla sua squadra, a un’idea di giornalismo libero, indipendente e rigoroso”, ha dichiarato Di Pasquale alla testata di via Solferino. Dalle sue parole emerge anche una implicita, ma velata, critica a Ranucci, perché da ora in poi, dice, “non vogliamo più essere la notizia, ma fare notizie. Oggi la nostra priorità è tutelare il programma, la sua storia e la sua squadra. E impedirne la normalizzazione”. Sostiene, concordando con Piervincenzi, che Report non avrà i personalismi del passato, con ovvio riferimento alla precedente conduzione, e da parte sua dice di non essere “una prima donna. Uso poco i social. Non ho mai coltivato l’ambizione di condurre la trasmissione e chi mi conosce sa che non ho alcuna vanità. Credo e spero che il mio nome abbia unito e non diviso”.

Le critiche ricevute a fronte del rapporto tra Ranucci e Lavitola le definisce “campagna martellante con l’intento di togliere autorevolezza a Report: non sarà facile, ma ne usciremo ancora più forti” e ribadisce il concetto quando le viene fatto notare dal Corriere che quel rapporto rappresenta il “peccato originale”, sviando su Ranucci e concentrandosi su Lavitola: “Comprendo benissimo che quel rapporto possa avere sollevato dei dubbi, ma una certa campagna mirava a distruggere il programma. Lavitola non ha mai condizionato le nostre inchieste. E anticipo la sua domanda: io non l’ho mai conosciuto, non ho mai frequentato il suo ristorante e per me, che sono di Palermo, Cefalù è una amena cittadina dominata da un bellissimo Duomo”. Dichiara di aver sentito Ranucci anche da poco per “una bega giudiziaria legata a una vecchia inchiesta” e sull’idea dell’ex conduttore di candidarsi spiega: “Non glielo consiglio: non conosco le sue ambizioni, ma io da giornalista non mi candiderei”.

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