Il woke è passato di moda ma non tutti se ne sono accorti. Tra chi continua a perseverare con costruzioni linguistiche e ideologiche che ricadono nel campo dell’iperfemmismo c’è Martina Bellotti, “psicologa e guida del femminile”, che a Radio Radio ha espresso la sua personalissima idea sulla nomenclatura delle parti intime, che dovrebbe essere cambiata in modo tale che sia tutta al femminile.
“In generale le nostre parti intime: la vagina, l’utera, l’ana… Vengono abbastanza relegate…”, ha spiegato per poi essere interrotta dal conduttore, voglioso di avere dei chiarimenti sulla storpiatura dell’italiano appena sentita. “Aspetta, quindi l’utero che hanno solo le donne dovrebbe essere rigirato al femminile insomma”, ha chiesto con stupore. “Secondo me sì, poi ovviamente è libertà di ognuno come chiamare. Però a me piace molto chiamarla utera e la sento più vicina in questo modo. E così come tutte queste parti del corpo vengono relegate, appunto, solo a un utilizzo o fisiologico o sessuale. Mentre c’è molto di più, nel senso che l’ana è il nostro primo portale delle radici. In altre tradizioni filosofiche viene chiamato il primo chakra. E questo chakra, questa zona, questo punto energetico è molto connesso al sentirci radicati in questa terra, degni di stare qui. Quindi pienamente integrati in questo mondo terreno, fisico”, dice in una parte di trasmissione, che è diventata virale sui social perché condivisa da Andrea Cassani, sindaco di Gallarate ed espressione della Lega.
Ora, dire che c’è “libertà” di chiamare le cose come si vuole è una forzatura dell’italiano, un relativismo eccessivo che mina le basi della lingua italiana e rischia di trasformare battaglie storiche e in un teatrino del grottesco. “La femminista e psicologa Martina Bellotti, ospite a Radio Radio, ha proposto di chiamare ‘utera’ e ‘ana’ le parti intime femminili, perché solo al femminile le donne le sentirebbero ‘più loro’. Peccato che utero e ano restino parti femminili anche se i sostantivi sono maschili: il genere grammaticale non cambia l’anatomia”, è il commento del sindaco.
