Versatilità: Capacità di produrre energia elettrica, calore per uso industriale e idrogeno con un ridotto consumo di suolo e acqua Competitività: Aiuta ad assicurare prezzi stabili e competitivi per i clienti finali, in particolare per le aziende energivore Energia nucleare, si cambia. La legge si snoda attraverso nuove tecnologie e regole, che sono anni luce distanti dai reattori degli anni settanta per cui si è votato ai referendum.
La nuova generazione di reattori Piccoli, modulari, più flessibili e basati sulla fissione. Il nuovo programma guarda soprattutto agli SMR, Small Modular Reactor, che saranno usati in una prima fase, e agli AMR, Advanced Modular Reactor, affiancabili progressivamente. I primi sono “mini reattori” ad acqua considerati funzionali, trasportabili e sicuri; e i secondi utilizzano nuovi sistemi di raffreddamento (es. piombo liquido) per offrire prestazioni migliori. Entrambi non occupano grandi spazi.
Il cronoprogramma L’obiettivo italiano è avere il primo impianto dal 2034. Si passerà dai decreti attuativi; dalla nomina dell’autorità di sicurezza; dall’individuazione dei siti; dalle valutazioni ambientali; dalle autorizzazioni; dalle scelta della tecnologia che spetta a Nuclitalia (Enel, Ansaldo, Leonardo); e dalla costruzione e collaudo.
I costi Oggi non esiste ancora un prezzo italiano definitivo per una flotta di Smr. Alcune stime indicano il costo di generazione degli SMR/AMR in un intervallo di 70-110 dollari/MWh.
Impatto sulla bolletta Il nucleare ha un vantaggio strutturale: una volta costruito l’impianto, il costo del combustibile pesa poco sul costo finale di produzione. Questo rende il prezzo dell’elettricità meno esposto alla volatilità di gas e altre commodity. Per l’Italia, che paga già le rinnovabili in bolletta, il beneficio potenziale è quindi duplice: meno esposizione al gas e maggiore produzione programmabile. Gli italiani smetteranno di pagare il nucleare degli altri Paesi tramite le quote importate e saranno alla pari di economie come la Francia che pagano l’elettricità la metà.
Dove? Al momento non esiste una lista dei siti italiani per i nuovi reattori. Il nuovo quadro legislativo dovrà disciplinare la localizzazione per cui il Mase ha previsto forme di consultazione e misure di compensazione. Probabile il coinvolgimento dei siti dove già sono stati costruiti rettori in passato. Anche le scorie verranno adeguatamente trattate.
Oltre 100mila occupati Il nuovo nucleare in Italia potrebbe generare circa 117mila nuovi posti di lavoro. Di questi, circa 39mila sarebbero direttamente nella filiera nucleare. Non partiamo da zero. L’Italia dispone già di una base industriale: Confindustria-ENEA censisce oltre 70 aziende nazionali attive. E sono diverse anche le grandi aziende attive: Eni, Enel, Newcleo, Leonardo, Edison, Ansaldo Energia.
Oltreconfine Nel mondo il nucleare sta vivendo una nuova fase di sviluppo. Alla fine del 2025 erano in costruzione 78 GW di capacità nucleare in 15 Paesi. La metà della capacità in costruzione era in Cina.
