Edifici scoperchiati, allagamenti, feriti, persino le chiese sono in pericolo. Non è stato un semplice temporale estivo quello che ha colpito Cremona e Mantova, ma una «supercella» temporalesca capace di ruotare come i cicloni e di causare fenomeni intensi, grandinate e downburst (una violentissima corrente discendente). Fenomeni tipici delle zone tropicali con cui ora l’Italia ci fa i conti ogni anno.
E gli effetti sono devastanti: a Cremona la grandine ha ferito lievemente 43 persone (4 per fratture al femore). Ma a preoccupare forse di più sono gli edifici: per pochi minuti la tromba d’aria, accompagnata da proiettili di ghiaccio e raffiche, ha colpito il cuore monumentale della città causando danni a palazzi storici e a 10mila vetture. Particolarmente
attenzionato il Duomo medievale: è crollata una delle coperture delle torrette ed è finito in frantumi il vetro del grande rosone della facciata principale. Sono in corso accertamenti anche sul patrimonio ecclesiastico e sulle diverse parrocchie del territorio: si parla di almeno dieci chiese sfregiate. Di fronte anche il Palazzo Comunale porta i segni della tempesta, con la parte superiore della Torre Civica gravemente colpita e i resti caduti sulla piazza. La Regione ha chiesto lo Stato di emergenza per le province di Cremona, Mantova, Bergamo e Pavia.
E sulle devastazioni è intervenuto anche il governo con la premier Giorgia Meloni che, stando ad una nota di Palazzo Chigi, «segue con attenzione la situazione a Cremona ed è in costante contatto con il Ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, con il Sottosegretario
Alfredo Mantovano, con il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e con le autorità locali». «Il governo è vicino alle comunità colpite e sta seguendo le operazioni di soccorso e di assistenza alla popolazione, con particolare attenzione ai feriti, alle persone rimaste senza abitazione e ai danni provocati dal maltempo».
Ieri il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha telefonato al sindaco di Cremona Andrea Virgilio per manifestare la sua vicinanza alla comunità. «Ci fa sentire meno soli», ha detto il primo cittadino, contattato anche dalla premier Meloni. «Vedere la città in queste condizioni lascia sgomenti», ha concluso il primo cittadino.
