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Attualità

Anche Apollo è “patriarcale”: le femministe vogliono cambiare il logo del ministero della Cultura

Una petizione con oltre seicento firme chiede un simbolo “pienamente inclusivo” per il Mic. Pd e M5s aprono alla proposta: nel mirino il profilo tratto dal capolavoro di Bernini

MiC logo

Anche Apollo finisce sotto esame. Il suo profilo, tratto dal gruppo scultoreo di Bernini dedicato ad Apollo e Dafne, non sarebbe più adatto a rappresentare il ministero della Cultura: troppo ingombrante il richiamo a un mito che racconta la fuga di una ninfa dal dio invaghito perdutamente. E così la battaglia contro il patriarcato arriva fino alla carta intestata del dicastero guidato da Alessandro Giuli.

Come racconta Il Foglio, una petizione è stata recapitata via pec ai componenti della commissione Cultura della Camera. La richiesta è sostituire il simbolo del ministero con un’immagine “pienamente inclusiva”, “che non richiami, nemmeno implicitamente, dinamiche di violenza di genere”. A promuovere l’iniziativa è Fufi Sonnino, 86 anni, storica esponente del movimento femminista romano, che ha raccolto oltre seicento firme. Tra le promotrici figura anche la scrittrice Toni Maraini, sorella di Dacia.

Una richiesta circoscritta al logo, va precisato, che ha però già trovato ascolto tra le opposizioni. Per Irene Manzi, deputata del Pd e componente della commissione, “è una proposta che va valutata”, “perché fa riflettere”. La stessa parlamentare introduce una distinzione necessaria: “Bisogna sempre ricordare che i miti greci appartengono alla nostra storia, che vanno conosciuti, studiati, contestualizzati”. E assicura: “Non vorremmo certo smantellare le statue!”. Rassicurazione apprezzabile. Resta da capire perché un’opera possa essere contestualizzata in un museo e diventi problematica quando un suo dettaglio rappresenta un’istituzione culturale.

Anche dal Movimento 5 Stelle arriva un’apertura. Anna Laura Orrico sostiene che la questione possa essere affrontata perché richiama l’attenzione sulla cultura occidentale, “Permeata da pulsioni e schemi patriarcali”. La deputata sposta poi il ragionamento sulle attività del ministero, proponendo di far ripartire l’Osservatorio sulla parità di genere del Mic per ridurre le disparità nelle arti e nella cultura. Un terreno sul quale discutere di interventi e risultati concreti.

Per ora, comunque, sul tavolo c’è una petizione: nessuna decisione di cambiare il simbolo. Ma il caso pone una domanda che va oltre Apollo. Scegliere il dettaglio di un capolavoro significa davvero approvare ogni comportamento dei personaggi raffigurati? Seguendo questo criterio, il patrimonio artistico rischia di diventare un interminabile catalogo di immagini da sottoporre a verifica morale. Curioso compito per un ministero chiamato, prima di tutto, a farlo conoscere.

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