Situazione fuori controllo a Lido Tre Archi, quartiere multietnico di Fermo, dove in due diverse circostanze, a poche ore di distanza l’una dall’altra, si sono verificati dei gravi episodi di aggressione nei confronti delle forze dell’ordine a seguito di una normale operazione di controllo del territorio. A denunciare i fatti, rimarcando l’intollerabilità di una situazione ormai difficile da gestire per gli operatori, è stato il Sap, Sindacato autonomo di polizia. La risposta delle istituzioni non si è fatta attendere: tutti i soggetti coinvolti sono stati individuati e denunciati alla procura della Repubblica e per uno di loro è già scattato il provvedimento di espulsione dall’Italia.
Il primo episodio è avvenuto nel corso di una normale procedura di identificazione di un extracomunitario, fermato per un controllo di routine. Nel giro di pochi istanti l’auto della polizia è stata circondata da un gruppo di stranieri: prima che la situazione potesse degenerare, gli agenti hanno chiesto l’intervento di una seconda pattuglia di supporto, e solo dopo il suo arrivo sul posto gli operatori hanno potuto concludere in sicurezza le operazioni di verifica.
Ancora più grave ciò che si è verificato poco dopo, sempre nel territorio del quartiere di Lido Tre Archi. Dopo aver fermato un altro straniero, i poliziotti sono stati accerchiati, strattonati e aggrediti fisicamente, mentre l’auto di servizio veniva presa a calci e danneggiata. A esacerbare gli animi sono stati soprattutto i parenti dell’uomo fermato, i quali si sono scagliati contro gli operatori riuscendo a strappare il loro congiunto agli agenti con la forza e a impedire che venissero completati gli accertamenti di rito.
“Questa è la fotografia reale della sicurezza”, ha dichiarato il Sap in un comunicato, “equipaggi accerchiati, operatori spintonati, mezzi di servizio danneggiati e controlli resi impossibili dalla prepotenza di chi ritiene di poter decidere quando lo Stato può intervenire e quando, invece, deve farsi da parte”. Una situazione fuori controllo che si ripete con sempre maggiore frequenza, e che vede spesso gli operatori intervenire in condizioni di inferiorità numerica. A causa di ciò, rivela il sindacato, sono sempre più numerosi i poliziotti a chiedere di essere esonerati dal servizio su strada per ricoprire incarichi d’ufficio: “Non è codardia né mancanza di spirito di servizio, ma il risultato dell’esposizione ad anni di umiliazione, insulti, spinte, accerchiamenti”, spiega il Sap, “siamo stanchi di questo continuo attacco all’autorità dello Stato”.
La risposta dello Stato non si è fatta attendere. Questa mattina, durante le operazioni condotte dalla Squadra Mobile e dall’Ufficio Prevenzione Generale per rintracciare i responsabili dei disordini precedenti, la tensione è tornata a salire. Uno straniero ha tentato di opporsi ai controlli, aggredendo un poliziotto e causandogli delle lesioni. Fermato immediatamente, nei suoi confronti è già stato emesso un decreto di espulsione dal Paese.
La linea della fermezza ha incassato il pieno sostegno della Segreteria Provinciale del SIULP. In una nota ufficiale, il sindacato ha espresso un concetto chiaro e perentorio: “Chi aggredisce un poliziotto aggredisce lo Stato”. Per l’organizzazione sindacale, davanti a simili derive di violenza, le istituzioni devono rispondere con tolleranza zero, garantendo a chi indossa la divisa di poter lavorare in totale sicurezza e senza il timore di subire ritorsioni.
