Un vero e proprio incubo quello che sta vivendo il giovane Flavio Santoiemma, un adolescente di 15 anni recluso nel carcere minorile Coors, sull’isola di Malta, con l’accusa di procurato allarme. Sono ormai settanta giorni, più di due mesi, che il ragazzo si trova dietro le sbarre e i genitori sono disperati. Oltre alla separazione forzata, preoccupano le condizioni psicofisiche del minorenne.
Tutto è cominciato lo scorso 25 maggio, quando Flavio è stato arrestato dalle autorità maltesi per procurato allarme. Secondo le accuse, il ragazzo avrebbe diffuso la falsa informazione della presenza di una bomba all’interno dell’istituto scolastico da lui frequentato.
Una volta ammanettato, il 15enne sarebbe stato portato nel carcere per adulti di Corradino, dove è rimasto quattro giorni in isolamento in una cella della Divisione 6. Poi, a seguito di atti di autolesionismo provocati dal forte stress, il giovane è stato trasferito nel carcere minorile YOURS, conosciuto anche come Coors.
Ovviamente il delicatissimo caso è seguito dall’ambasciata italiana a La Valletta, e dalla Farnesina, ma per il momento Flavio resta detenuto. Sono in corso degli incontri e delle visite, volute dalle autorità italiane per verificare lo stato fisico e psichico del ragazzo.
Sono in molti a ritenere che la misura cautelare applicata sul 15enne sia sproporzionatamente severa rispetto al presunto reato commesso. Purtroppo c’è ancora da attendere. La prossima udienza si terrà il 19 agosto, e la famiglia del giovane farà il possibile per ottenere la scarcerazione, o almeno il rimpatrio in Italia.
Le notizie che arrivano sono allarmanti. Il papà dell’adolescente è molto preoccupato per le condizioni psichiche del figlio. “Mio figlio, un 15enne italiano, è in isolamento da 70 giorni nel carcere minorile Coors a Malta. Le sue condizioni sono allarmanti”, ha dichiarato l’uomo, come riportato da Il Corriere. “Proprio ieri abbiamo avuto un incontro in ambasciata in video chiamata con il Ministero degli Esteri e con la presenza degli avvocati per discutere le condizioni di detenzione di nostro figlio, giudicate dagli avvocati illegali. Nostro figlio per quattro giorni è stato detenuto in isolamento presso la divisione 6 del carcere di Corradino per adulti, dove per il forte stress si è autolesionato. Trasferito presso il carcere minorile Coors ha trascorso 35 giorni chiuso 22 ore al giorno, costretto a mangiare in piedi e per tre giorni a nutrirsi con le mani perché nessuno si è preoccupato di fornirgli delle posate”, ha aggiunto.
Si tratta di una corsa contro il tempo. Nel corso della giornata di domani, dei rappresentanti dell’ambasciata italiana effettueranno una nuova visita.
