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Attualità

OnlyFans, quando il business del desiderio diventa un affare

Oltre 6 miliardi di dollari per i creator e maxi dividendo da 700 milioni al proprietario Leonid Radvinsky

Morto Leonid Radvinsky, proprietario di OnlyFans

L’intimità non è mai stata così redditizia. In un mondo saturo di algoritmi freddi e feed sempre più impersonali, la percezione di un contatto privato ed esclusivo diventa di colpo la valuta più preziosa. Ed è così che negli ultimi dieci anni, al confine tra puro esibizionismo e voyeurismo digitale, OnlyFans ha costruito il suo impero.

Il desiderio, travestito da esperienza su misura e presenza costante, si è trasformato in intimità e la società di origine inglese ha trovato ampio territorio in cui crescere. Così, svestita dal pregiudizio e rivestita da margini operativi invidiabili, OnlyFans ha depositato il bilancio dell’ultimo anno e il verdetto è chiarissimo: il business dei contenuti per adulti continua a mantenere alti i profitti, trasformando il desiderio sessuale in una macchina da incassi.

I risultati di Fenix International - la società proprietaria della piattaforma di streaming utilizzata spesso dalle lavoratrici del sesso - vedono un fatturato di 1,6 miliardi di dollari per l’anno fiscale conclusosi a novembre 2025 e un utile in crescita del 5%, a 715 milioni. Sono due gli aspetti curiosi: il primo dato dal fatto che la società abbia solamente 47 dipendenti - accanto a migliaia di creator - e che gran parte di questa liquidità si è trasformata in un unico dividendo per il proprietario Leonid Radvinsky, deceduto in primavera a causa di un tumore. Per essere precisi, il bilancio racconta di 535 milioni in dividendi, tuttavia dalla fine dell’esercizio sono anche stati versati altri 174 milioni di dollari in varie tranche.

A spingere questi numeri sono, ovviamente, le persone: la piattaforma fa da tramite tra i creator - 5 milioni nel 2025 di cui solo la metà attivi - con i fan che sono disposti a pagare per filmati hot fatti su misura o foto che lasciano ben poco all’immaginazione. Un mercato che va a gonfie vele, considerando che in dodici mesi il numero di persone iscritte alla piattaforma e con abbonamenti attivi è cresciuto del 16%, arrivando a 437 milioni di persone. La vera arma di OnlyFans è che l’illusione vestita da seduzione non è casuale, ma fatta su misura, proprio per questo, raramente è a buon mercato. Solo nell’ultimo anno, nelle tasche invisibili dei creator sono scivolati 6,2 miliardi di dollari - dato già al netto della commissione del 20% trattenuta dalla piattaforma. Keily Blair, ad del gruppo, ha dichiarato che «nei 10 anni trascorsi dal lancio della piattaforma nel 2016, OnlyFans ha versato oltre 30 miliardi di dollari ai creatori di tutto il mondo». Non solo creator però, chi l’avrebbe mai detto che tra un taglio alla spesa pubblica e l’altro, a puntellare i bilanci britannici ci avrebbero pensato la lingerie sexy e i contenuti a pagamento, con oltre 600 milioni di sterline versate in dieci anni direttamente nelle casse di Sua Maestà?

Perché alla fine, tra algoritmi, sguardi languidi e scontrini fiscali, OnlyFans ha dimostrato che non c’è niente di più redditizio del desiderio, spesso quello nascosto.

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