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Roma, vandalizzate le pietre d’inciampo di due ebrei deportati e morti ad Aushwitz

Vernice nera e verde sulle pietre dedicate a Michele Ezio Spizzichino e Aurelio Spagnoletto, a Trastevere. Lo sfregio nella notte di Yom Kippur. Il presidente della Comunità Ebraica di Roma: “Atto vile e inaccettabile”

Vandalizzate con vernice nera e verde le due pietre d'inciampo, in zona Trastevere, a via Dandolo, dedicate a Michele Ezio Spizzichino e Aurelio Spagnoletto, ebrei romani deportati e successivamente deportati ad Auschwitz. Roma 21 settembre 2026. ANSA (NPK)

Un nuovo sfregio alla memoria della Shoah nel cuore di Roma. Le pietre d’inciampo dedicate a Michele Ezio Spizzichino e Aurelio Spagnoletto, ebrei romani deportati e assassinati ad Auschwitz, sono state vandalizzate con vernice nera e verde in via Dandolo, nel quartiere Trastevere. L’atto è avvenuto nella notte di Yom Kippur, una delle ricorrenze più solenni del calendario ebraico. A denunciare con durezza quanto accaduto è stato il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun. “Ancora un oltraggio alla memoria della Shoah romana. Ancora uno sfregio alle pietre d’inciampo, quelle dedicate a Michele Ezio Spizzichino e Aurelio Spagnoletto, che erano nei loro trent’anni quando furono deportati e assassinati ad Auschwitz”, ha dichiarato Fadlun. Il presidente della Comunità Ebraica ha definito l’episodio “una barbarie di allora che si ripete adesso attraverso un atto vile e inaccettabile”, sottolineando anche il momento scelto per compiere il gesto: “Colpire la memoria di due vittime della Shoah proprio nella notte di Yom Kippur significa oltraggiare la comunità ebraica, ma anche la città di Roma e la sua storia”. Le pietre d’inciampo ricordano davanti ai luoghi in cui vissero le vittime delle persecuzioni naziste i nomi e le storie di chi venne strappato dalle proprie case e deportato. Proprio quei nomi, secondo Fadlun, sarebbero stati il bersaglio dell’atto vandalico. “Chi cerca di cancellare quei nomi vuole rendere invisibili le vittime e riabilitare l’odio che le portò alla morte”. Fadlun ha poi richiamato i colori della vernice utilizzata: “Il fatto che la vernice porti i colori della bandiera palestinese conferma la deformazione della verità e della storia, allora come oggi”. La Comunità Ebraica ha assicurato che lo sfregio non resterà sulle due pietre: “Non passerà. Quelle pietre saranno ripulite e continueranno a parlare alle coscienze di tutti”. Infine, l’auspicio che gli autori vengano individuati: “Ci auguriamo che i responsabili siano rapidamente identificati e puniti”.

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