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Tetto massimo e burqa in classe, Valditara: “Senza padronanza dell’italiano non c’è integrazione né successo”. Zuppi: “La scuola deve essere il luogo in cui nessuno si sente escluso”

Il capo dei vescovi si rifà alla proposta di inserire un tetto per gli studenti stranieri per andare contro il governo: “La scuola tocca il cuore della nostra convivenza”

Consiglio Permanente della Cei, introduzione del Cardinale Matteo Zuppi presidente della Conferenza Episcopale Italiana— Lunedì 21 Settembre 2026 — Roma—Italia —(foto di Cecilia Fabiano/ LaPresse) Permanent Council of the CEI: Introduction by Cardinal Matteo Zuppi, President of the Italian Episcopal Conference. —Rome — Italy — September 21 , Monday 2026 - News - (photo by Cecilia Fabiano/LaPresse

Dopo l’annuncio nel corso di Fenix, Giorgia Meloni passa ai fatti: giovedì è stato convocato un nuovo Consiglio dei ministri, nel cui ordine del giorno potrebbe esserci il provvedimento sul numero massimo di alunni stranieri in classe e sul divieto di burqa e niqab a scuola. Il governo è al lavoro per definire il testo della norma che potrebbe arrivare sul tavolo del Cdm come disegno di legge. “Ho ricordato più volte anche la necessità dell’integrazione degli studenti stranieri, in tutte le decisive sfumature dell’espressione, che va sempre pensata nella sua complessità: evitare alla radice qualunque discriminazione, rimuovere le cause anche linguistiche di un’inaccettabile marginalizzazione - con particolare attenzione all’effettiva padronanza della lingua italiana, perché senza conoscenza della nostra lingua, senza la padronanza della nostra lingua non c’è vera integrazione, non c’è successo scolastico e non c’è futuro all’interno della nostra società”, ha spiegato il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, durante l’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice.

Ha preso spunto dalla nuova direzione intrapresa dal governo il cardinale Matteo Zuppi, presidente dei vescovi italiani. In messaggio inviato a genitori e alunni per l’inizio dell’anno scolastico, aprendo il Consiglio episcopale permanente a Roma il capo dei vescovi si schiera contro il governo e contro le soluzioni proposte, che sono invece strutturate per creare la migliore inclusione degli studenti stranieri nel contesto scolastico italiano, abolendo le classi in cui la maggior parte dei ragazzi, avendo background migratorio, non interagiscono con compagni italiani e non esiste più quello scambio culturale.

“All’inizio dell’anno scolastico non auguriamo soltanto buoni risultati. Auguriamo alle nostre scuole di essere comunità capaci di generare fiducia, passione e responsabilità, luoghi in cui nessuno si senta escluso”, ha dichiarato il cardinale. “In questi giorni le scuole hanno riaperto i cancelli: tornano domande che riguardano tutti, non solo chi insegna o studia. La questione educativa non è un tema tra gli altri, né si riduce a programmi e metodologie. Tocca il cuore della nostra convivenza. Educare significa accompagnare una persona a diventare libera, capace di cercare la verità, di riconoscere il bene, di entrare in relazione con gli altri e di assumere responsabilmente il proprio posto nel mondo”, ha aggiunto il cardinale. “Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo. Una scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace”, ha proseguito elencando le sfide della scuola moderna, che comprendono anche l’approccio con la tecnologia e, in particolare, con l’intelligenza artificiale, che “può offrire risorse preziose, ma non sostituisce l’opera educativa” e la “capacità di pensare”, di “imparare a sostare, ad approfondire, a distinguere il vero dal falso, l’essenziale dal superficiale. I giovani hanno bisogno di adulti che testimonino che la vera conoscenza non è accumulo di dati, ma sapienza per la vita”.

L’Imam Nader Akkad, consigliere per gli affari religiosi e le fatwa della Grande Moschea di Roma, a proposito del divieto di burqa e niqab ha detto che “prima di ogni irrigidimento, consigliamo di intraprendere la via del confronto con i genitori. Le comunità islamiche e gli imam sono pronti a svolgere un ruolo di mediazione culturale e spirituale tra le famiglie e la scuola”. Il velo, ha aggiunto, “non è un obbligo per le bambine fino al raggiungimento dell’età adulta, intesa sia in senso biologico sia anagrafico. In ogni caso, si tratta di una questione che richiede un dialogo costante con le famiglie. Per quanto riguarda il niqab, come ha autorevolmente chiarito il Grande Imam di Al-Azhar, non è previsto né raccomandato in ambito scolastico e, al pari del burqa, può rappresentare un elemento d’impedimento”. Inoltre ha sottolineato, “né il niqab né il Burqa costituiscono precetti coranici. Nella tradizione e nella giurisprudenza islamica - prosegue Akkad - la forma di velo raccomandata è quella di modello mariano, che lascia il viso completamente scoperto. Il Burqa e il niqab sono invece espressioni di consuetudini culturali legate a specifiche regioni geografiche”.

In Italia, stando ai dati più recenti l’11,6 per cento del totale degli studenti hanno un background migratorio e quasi i due terzi sono nati in Italia da genitori stranieri. Sono dati relativi all’anno scolastico 2024/2025, che nel prossimo aggiornamento saranno sicuramente in aumento. Ma il provvedimento sul tetto massimo non si applicherà indistintamente a tutti gli stranieri ma solamente a quelli che non hanno un’adeguata padronanza della lingua italiana. Non ci sono, invece, numeri esatti sulle studentesse che indossano il velo integrale ma è comunque una percentuale in aumento di anno in anno in maniera proporzionale all’incremento della comunità straniera.

“Il ministro Valditara sta lavorando a questo provvedimento da un po’ di tempo. Non so se sarà un decreto o un disegno di legge. Un disegno di legge che probabilmente si accorperà con altri disegni di legge, tra cui quello di Fdi in discussione alla Camera, che credo che verrà incardinato dopo la legge elettorale, che prevede appunto il divieto di burqa e niqab nei luoghi pubblici e non solo nelle scuole”, ha spiegato Francesco Filini di Fratelli d’Italia, ospite a Start di Sky Tg24, sottolineando che “secondo me la Costituzione non è assolutamente toccata, perché si garantisce il diritto allo studio”.

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