La premier Giorgia Meloni dal palco di Fenix e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, dal palco di Pontida, nella giornata di ieri hanno annunciato un cambiamento strutturale per la gestione delle scuole. A stretto giro, in pochi giorni, verrà licenziato un decreto legge per regolamentare la presenza di stranieri nelle scuole italiane. Un primo tentativo era stato fatto nel 2010 con una circolare, nella quale si imponeva un tetto massimo del 30% del totale in ogni classe, ma ora il governo vuole regolamentare il tutto in maniera strutturata.
L’obiettivo è favorire l’integrazione anche e soprattutto attraverso la lingua italiana, perché questa percentuale va a considerare esclusivamente gli studenti stranieri la cui scarsa conoscenza della lingua italiana impedisce loro di seguire adeguatamente una lezione in classe. Questo è da anni un grande limite che viene denunciato da insegnanti e genitori, perché nel momento in cui il docente deve soffermarsi con singolo studente, tutta la classe rischia di restare indietro, e quanto la classe ha la maggioranza di studenti straniera che non ha familiarità con la lingua, la situazione è ancora più complessa. Si calcola che questo tipo di studenti sia circa il 12% del totale o poco meno, dunque una percentuale inferiore rispetto al tetto indicato dal ministro, pertanto gestibile dalle scuole. Anche se ci sono profonde differenze locali, perché ci sono ormai scuole di quartiere dove la maggioranza degli studenti è straniera.
L’altro elemento che verrà introdotto è il divieto di indossare il burqa e il niqab all’interno della scuola. Non, quindi, il velo che copre solo i capelli ma solo le vesti che rendono irriconoscibile chi si trova al di sotto. Si tratta di una tendenza che già tanti Paesi europei, in maniera ancora più restrittiva, stanno adottando dall’inizio dell’anno scolastico. Il governo italiano intende ora dare applicazione più estesa alla legge già presente, eliminando i giustificati motivi religiosi per indossare abiti che coprono interamente il volto di chi li indossa.
È una minoranza ma esiste ed è aberrante che ragazze spesso minorenni, in piena adolescenza, siano obbligate ad annullare la propria personalità, con tutti i rischi di sicurezza connessi. Tuttavia, c’è da considerare l’escamotage che sempre più spesso si vede nelle strade italiane, dove molte donne, al posto del niqab, indossano una mascherina nera che copre comunque integralmente il loro viso, lasciando scoperti solo gli occhi, esattamente come farebbe la veletta che completa questo abbigliamento tipico islamico. Il velo tradizionale, al contrario, non verrà vietato.
