Maranello torna a raccontare l’automobile partendo da ciò che viene prima della velocità, della meccanica e persino della forma definitiva: un segno sulla carta. Con il progetto Sketch Body, Ferrari porta la propria collezione di oggetti da collezione in un territorio più vicino all’arte e al design, trasformando elementi della carrozzeria in superfici sulle quali riaffiora il gesto originario del progettista. Un percorso che parte dalla Ferrari 812 Competizione Tailor Made e mette in relazione due mondi apparentemente opposti: l’istinto dello sketch e la precisione assoluta della produzione di Maranello.
Dal foglio alla carrozzeria
Ogni Ferrari nasce molto prima di arrivare sull’asfalto. Nasce da una linea, da un’intuizione che il designer traduce in pochi tratti capaci di anticipare proporzioni, volumi e tensioni della vettura. Sketch Body vuole riportare proprio quel gesto creativo sulla materia che ne rappresenta l’esito finale: cofani e dorsali diventano così tele tridimensionali, sulle quali il disegno dialoga con curvature, superfici e riflessi della carrozzeria. È un cortocircuito affascinante tra idea e oggetto, tra l’automobile immaginata e quella realmente costruita.
Ferrari Collectibles cambia prospettiva
Il progetto segna anche una nuova fase per i Ferrari Collectibles. Dopo Components, Red Pieces e Drivers’ Pieces, collezioni fortemente legate alle vetture, ai componenti e al mondo delle competizioni, Sketch Body sposta l’attenzione verso una dimensione più esplicitamente artistica. Il componente non viene più soltanto preservato come testimonianza tecnica o sportiva, ma reinterpretato attraverso il linguaggio del design. Diventa un oggetto autonomo, nel quale forma e memoria acquistano un significato differente rispetto alla funzione originaria.
La 812 Competizione diventa una tela
Il punto di partenza è la Ferrari 812 Competizione Tailor Made, modello che già nella propria interpretazione speciale aveva esplorato il rapporto fra disegno e carrozzeria. Con Sketch Body quel concetto viene ulteriormente isolato: il cofano o la dorsale vengono sottratti alla vettura e osservati come superfici pure. Il tratto di Flavio Manzoni torna così a percorrere l’elemento fisico che quel disegno aveva contribuito a generare, seguendone geometrie e cambi di volume. Il risultato è una sorta di scultura automobilistica, sospesa tra progetto industriale e opera da collezione.
Quando la funzione lascia spazio alla bellezza
È proprio nella perdita della funzione originaria che questi componenti acquistano una seconda identità. Non devono più contribuire all’aerodinamica, proteggere la meccanica o appartenere alla silhouette di una vettura completa: diventano superfici da osservare, capaci di raccontare il processo creativo che normalmente rimane nascosto dietro al prodotto finale. “Negli Sketch Body la superficie si trasforma in spazio narrativo: una tela in cui il tratto si inserisce e si espande, seguendo le curvature, assecondando le tensioni dei volumi, dialogando con la luce e la materia”, ha affermato Flavio Manzoni, Chief Design Officer di Ferrari.
