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Hyundai, a Parigi la doppia scommessa su Bayon e Tucson

I due Suv guidano il rinnovamento della gamma europea, tra motori ibridi e nuove tecnologie. Martinet: “Non faremo la gara per avere prezzi più bassi dei concorrenti cinesi”

Hyundai

PARIGI — Per capire dove vuole andare Hyundai bisogna partire dalle auto che devono conquistare i clienti europei. Al Salone di Parigi sono soprattutto due: la nuova Bayon, chiamata a crescere tra i Suv compatti, e la nuova Tucson, che rinnova uno dei modelli più importanti per il brand nel continente. Intorno ci sono l’elettrica Ioniq 3, la collaborazione con Waymo per la guida autonoma e la robotica. Un’offerta ampia, con un obiettivo concreto: tornare a crescere in un mercato più affollato, dove il prezzo conta ma da solo non basta.

«Non faremo la gara per avere prezzi più bassi di loro, non è l’obiettivo», dice Xavier Martinet, presidente e amministratore delegato di Hyundai Motor Europe, rispondendo ai giornalisti italiani sulla concorrenza cinese. La risposta del costruttore coreano passa da design, tecnologia e assistenza: elementi che devono rendere comprensibile, e accettabile per chi compra, un’eventuale differenza di prezzo.La Bayon è il primo banco di prova. Martinet vuole trasferire nel segmento dei Suv più piccoli la ricetta che ha funzionato con Tucson. La nuova generazione cambia decisamente aspetto, con passaruota pronunciati, superfici scolpite e una firma luminosa orizzontale. Lunga 4,245 metri, offre un bagagliaio fino a 440 litri nelle versioni a benzina.

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A seconda dell’allestimento, arrivano due schermi da 12,3 pollici, la chiave digitale sullo smartphone, sedili anteriori ventilati e posteriori riscaldati: dotazioni con cui Hyundai cerca di alzare le aspettative anche in questa fascia di mercato.Al debutto sono previsti i motori 1.0 turbo a benzina da 90 e 115 cavalli. Il passaggio più significativo per l’offerta sarà però nel 2027, quando arriverà il full hybrid: un sistema con motore 1.6, cambio a doppia frizione a sei rapporti e potenza complessiva di 138 cavalli. Per l’Italia resta aperto anche il tema del Gpl, senza un impegno sulla nuova generazione: Martinet lega ogni eventuale decisione alla sostenibilità economica del progetto.La Tucson affronta invece il compito di rinnovare un successo che, dal 2004, ha superato i due milioni di esemplari venduti nel Vecchio Continente. Il disegno diventa più netto e muscoloso, mentre l’abitacolo punta su spazio e versatilità, con divano posteriore scorrevole e una capacità nel bagagliaio di 695 litri.

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Il cambiamento digitale porta il sistema Pleos Connect, basato su Android Automotive, uno schermo centrale disponibile fino a 17 pollici e l’assistente vocale Gleo AI. Restano i pulsanti fisici per accedere direttamente alle funzioni principali.La gamma comprende il benzina 1.6 turbo da 150 cavalli, anche mild hybrid con cambio automatico, il full hybrid da 245 cavalli e il plug-in da 292. Quest’ultimo adotta una batteria da 17,1 kWh e promette fino a 81 chilometri in elettrico: una stima riferita alla configurazione con cerchi da 17 pollici e ancora soggetta all’omologazione definitiva. A Parigi debutta anche la Tucson N Line, con paraurti dedicati, cerchi da 20 pollici e dettagli rossi all’interno.La convivenza di benzina, ibrido ed elettrico risponde alla lettura che Hyundai dà dell’Europa: mercati diversi per infrastrutture, capacità di spesa e disponibilità a cambiare tecnologia. Martinet respinge l’idea di una correzione improvvisa dopo i numerosi lanci elettrici e richiama il calendario di sviluppo dei prodotti.

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Ammette però che i risultati dell’anno non soddisfano l’azienda, anche per l’uscita della i10 e di alcune motorizzazioni d’accesso. Le novità devono ricostruire un ventaglio più completa.Alle spalle c’è una presenza industriale radicata: secondo Hyundai, circa l’80% delle vetture vendute nel continente è costruito in Europa. Martinet rivendica anche il vantaggio di un gruppo che produce il proprio acciaio e controlla una parte importante della filiera, oltre al ruolo della rete di assistenza nel mantenere la fiducia dei clienti.La Ioniq 5 sviluppata con Waymo, il robot Spot e gli esoscheletri raccontano l’altro lato dell’azienda, impegnata in tecnologie che superano i confini dell’automobile. La partnership con la Champions League deve invece accrescere la notorietà del marchio. Ma la verifica più immediata dell’ambizione europea resta affidata alle concessionarie: alla capacità di Bayon e Tucson di trasformare le novità mostrate a Parigi in nuovi clienti.

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