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Super yacht e vele spiegate. Il Salone Nautico prende il largo

Ha aperto ieri l’edizione numero 66. Oltre mille imbarcazioni, di cui 215 novità dell’anno con 45 Paesi rappresentati. E una grande ambizione: quella di diventare il primo evento di settore al mondo

Alcune vedute delle barche e yacht nella giornata di apertura della 66ma edizione del Salone Nautico Internazionale dal 1 al 6 ottobre, Genova, 01 ottobre 2026. ANSA/LUCA ZENNARO +NPK+

Il Salone Nautico Internazionale di Genova non mente: è la più coerente fotografia della capacità di costruire barche da diporto della nostra industria nautica, unica la mondo. In esposizione per la edizione numero 66, distribuite tra le varie arre coperte il Marina, ci sono oltre 1.000 imbarcazioni, di cui 215 novità dell’anno, con 45 Paesi rappresentati che arrivano da 5 continenti. Nella recente presentazione de La Nautica in Cifre emergono dati molto interessanti: nel 2025 il fatturato totale dell’industria nautica italiana che comprende unità da diporto, accessori e motori, ha raggiunto 8,72 miliardi di euro, con un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Una crescita seppur piccola è molto significativa. Anche gli addetti effettivi salgono a 32.420 con una crescita del 3% rispetto al 2024. Considerando l’intera filiera nautica si arriva a circa 170.000 occupati. La produzione nazionale della cantieristica raggiunge 5,47 miliardi di euro con una crescita di mezzo punto. Quello che non cambia è la vocazione della nostra industria a esportare: nel 2025 la quota di export ha raggiunto il 90%, per un valore record di 4,4 miliardi di euro.

La leadership internazionale è soprattutto nei superyacht: l’Italia infatti si conferma primo Paese al mondo per ordini, con 568 unità, pari al 52% del totale globale. Quindi primo posto per la produzione delle grandi barche. Recentemente Giovanna Vitelli, presidente di Azimut Benetti e di Alta Gamma, ha confermato che l’order book del suo gruppo arriva a tre miliardi. Cantieri floridi ma mercato con delle contraddizioni. Nella vela e nella piccola nautica si vende con una certa fatica confermando una volta di più che l’abilità italiana di costruire le barche non coincide con i nostri consumi interni. Il Salone resta con delle grandi ambizioni, quella di diventare il numero uno al mondo, come dichiara il presidente della Regione Liguria Marco Bucci: «Le nuove date riportano il Salone Nautico alla sua tradizione e i primi numeri ci dicono che la scelta è giusta: più barche, più espositori e visitatori. Ma quello che conta davvero è il business. La nautica deve continuare a crescere, perché significa lavoro, investimenti e sviluppo per tutta la Liguria». Il presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti ha aggiunto: «La convinzione è che il Salone debba continuare ad avvicinare nuovi pubblici alla nautica: per questo abbiamo voluto la Blue Arena gratuita, con aree dedicate alla formazione, all’innovazione, alla vela e alla cultura. L’ambizione è far crescere questa manifestazione internazionale organizzata dall’industria per l’industria, fino a portarla ai vertici mondiali». Ai lettori bisogna ricordare che il Salone di Genova è l’unico al mondo organizzato in una struttura progettata per lo scopo. Cosa guardare a Genova?

L’esposizione è divisa in macro aree.

Nel padiglione centrale la nautica a motore medio piccola, con i gommoni e i fuoribordo. La vela è tutta vicina, nella darsena storica. L’ammiraglia del mondo vela è il Grand Soleil 80 Plus costruito dai Cantieri del Pardo, a parte qualche componente commerciale è “tutto italiano” disegnato da Matteo Polli e Studio Nauta. Tra i protagonisti della vela il Solaris 55 dal nome “È mia”. Nel motore la parte del leone la fanno i grandi gruppi che combattono per il primato in fatturato: Azimut Benetti, Gruppo Ferreti con i suoi diversi marchi, Sanlorenzo. L’ammiraglia tra i motoryacht è il Mangusta 165 REV, una barca che si inserisce nella tradizione del gruppo Overmarine per la velocità: potente, planante non ostante le dimensioni con velocità fino a 34 nodi. Un “open”, quello che i cantieri italiani hanno sempre saputo fare bene. Molto contemporanea per design il poco più piccolo Maiora 36 Exuma, Nato dalla collaborazione tra il cantiere e Quartostile tra le sue caratteristiche mette la “capacità di esplorazione”. Ovvero la barca come strumento di libertà più che di lusso.

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