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Aziende

Ex-Ilva, Eusider bussa alla cordata italiana

Il gruppo della famiglia Anghileri scrive a Federacciai per unirsi all’alleanza dei 14 acciaiatori

Crisi Lo stabilimento dell'Ex Ilva a Taranto

L’ipotesi di una cordata italiana per salvare l’ex-Ilva piace al punto da imbarcare nuovi possibili alleati. Ieri a farsi avanti è il gruppo Eusider, della famiglia Anghileri, che ha scritto ai presidenti di Federacciai e Confindustria, esprimendo «interesse a valutare la partecipazione alla cordata industriale». Sarebbe il quindicesimo membro dell’alleanza italiana che punta a rilevare la divisione a freddo dell’ex Ilva, vale a dire quella dei laminatoi e dei tubifici escludendo la parte degli altoforni praticamente condannata allo stop dalla sentenza della Corte d’Appello di Milano. Si aggiungerebbe quindi un ulteriore tassello, formato dai grandi trasformatori di acciaio, che andrebbe ad unirsi alla squadra messa insieme dal presidente di Federacciai Antonio Gozzi, che conta già nomi di peso come Marcegaglia, Arvedi e Feralpi e che

pochi giorni fa ha presentato la manifestazione d’interesse.

Nella lettera, la famiglia Anghileri punta a mettere a disposizione la propria conoscenza del mercato e l’esperienza maturata lungo la filiera dell’acciaio, riconoscendo come «la salvaguardia e il rilancio degli impianti rappresentino una questione strategica non soltanto per il settore siderurgico, maper l’intero sistema manifatturiero italiano». Lo sa bene anche la vicepresidente e leader dei Giovani Imprenditori di Confindustria Maria Anghileri, che ritiene «fondamentale che l’Ilva sia al centro della politica da parte del governo».

Sul salvataggio della grande acciaieria, si sono spesi nei giorni scorsi anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente della Repubblica, Giorgio Mattarella, che nelle loro intenzioni desiderano continuare a dare un futuro all’Ilva come annunciato alla vigilia dei Giochi del Mediterraneo in corso a Taranto.

I riflettori sono ora tutti puntati a settembre. Quando la premier ha previsto che il tavolo «tornerà a riunirsi nei primi giorni» del mese «per esaminare le varie manifestazioni di interesse presentate proprio in queste settimane», insieme a un ulteriore tavolo incentrato sull’area di Taranto. Una risposta attesa soprattutto dalle organizzazioni sindacali. Ha intenzione di essere della partita, volendo anche l’intera area a caldo, il gruppo indiano Jindal. Anche la loro proposta sarà valutata a settembre.

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