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Aziende

Ferrari, Luce batte gli scettici Stellantis avanti con la risalita

La prima auto elettrica del Cavallino raggiunge i target di vendita a soli due mesi dal lancio. Il gruppo guidato da Filosa torna in utile nel trimestre. Ma il titolo cede il 4,3% per margini e incertezze

Ferrari apre un nuovo capitolo della sua storia con Luce, la prima vettura full electric della Casa di Maranello, presentata a Roma nella Vela di Calatrava 25 maggio 2026 Roma, Italia DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE (Foto Ufficio Stampa Ferrari/LaPresse)

Giornata di conti per due asset Exor, quella di ieri: da una parte Ferrari (riflettori però puntati su Luce, la prima auto elettrica di Maranello), dall’altra Stellantis che, nonostante i dati in miglioramento, ha visto il titolo perdere il 4,3%, a 5,06 euro. Bene, comunque, Ferrari: utile netto nel primo semestre a 876 milioni (+5%) e ricavi trimestrali pari a 1,9 miliardi (+8%) con profitti netti di 463 milioni. Inoltre, riviste al rialzo le stime per l’anno in corso. Massima attenzione, come detto, su Luce, oggetto di non poche polemiche per il design a opera dell’ex Apple, Jony Ive, per il rombo costruito, ma anche di numerosi apprezzamenti. Il ceo Benedetto Vigna si è limitato a dire che «Luce rappresenta una pietra miliare nella storia del Cavallino».

È così toccato al Financial Times rivelare che la novità da 550mila euro avrebbe già raggiunto il target di vendita fissato per il 2026, intorno a 500 esemplari, grazie alla forte domanda proveniente dalla Cina. «A distanza di 2 mesi dal lancio siamo molto soddisfatti di quanto sta accadendo e, per gli ordini, sono in linea con le nostre previsioni», si è limitato a dire Vigna, aggiungendo che «Luce è un capolavoro di ingegneria e tecnologia, con oltre 60 nuovi brevetti che testimoniano l’eccellenza tecnica Ferrari nei campi della propulsione elettrica».

Guardando a Stellantis, al mercato non sono bastati i numeri. Nel secondo trimestre, miglioramento su base annua di tutti i principali indicatori finanziari, con ricavi a 43,5 miliardi, +13%, utile netto a 0,3 miliardi e un margine, nei primi 6 mesi, che «si presenta nettamente più solido rispetto al 2025». E lo stesso vale per la conferma delle stime sul 2026 e la fiducia palesata dal ceo Antonio Filosa: «Tutti gli indicatori finanziari chiave hanno registrato un netto miglioramento». Freddi gli analisti. Se negli Usa le vendite sono cresciute nel trimestre del 6%, l’Europa resta l’anello debole con tutte le incertezze che permangono sulle normative in fase di valutazione a Bruxelles. Le consegne segnano un +7%, ma solo grazie al partner cinese Leapmotor. Anche i margini, inferiori alle stime del mercato, hanno deluso. A preoccupare, poi, il nodo dei dazi e le incognite che lo stesso Filosa ha illustrato: «L’arrivo dell’inflazione, una carenza di chip di memoria e, soprattutto nel terzo trimestre, un calo delle spedizioni dovuto alle chiusure, sia in Europa sia alla stagionalità anche negli Usa». Si guarda già al futuro per il quale il ceo di Stellantis ha mostrato ottimismo, a partire dal piano di lungo termine per la riduzione dei costi e l’ottimizzazione del valore incluso nel programma FastLane 2030 che fissa un target di 6 miliardi di risparmi annui entro il 2028, rispetto al 2025. Filosa non ha nascosto la preoccupazione per la crescente aggressività dei concorrenti cinesi soprattutto sul fronte dei prezzi. Quanto al Piano Italia e a Maserati, il ceo ha ribadito che «è un marchio al centro dell’interesse degli appassionati, mentre l’Italia resta centrale, come anche Francia, Usa e Brasile», ha sintetizzato il ceo. Fondamentali, nella strategia al 2030, saranno le partnership con Leapmotor, già dalla precedente gestione, e la recente con il colosso Dongfeng.

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