Il Consorzio La Cascina è tra gli Official Partner del Meeting 2026, confermando una collaborazione fondata sulla condivisione di valori e di una comune idea di comunità. La 47ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli è iniziata alla Fiera di Rimini il 21 e continuerà fino al 26 agosto. Quest’anno prende il titolo dall’ultimo verso della Divina Commedia, “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Un appuntamento che mette al centro l’incontro, la responsabilità e il bene comune e nel quale il Consorzio porta la propria esperienza maturata nel mondo della cooperazione e del lavoro.
La storia comincia da un bisogno concreto
Per capire il significato della presenza di La Cascina al Meeting, bisogna tornare alle origini della sua storia. È il 1978 quando a Roma nasce La Cascina, grazie all’intuizione di don Giacomo Tantardini. All’origine non c’è un grande progetto imprenditoriale, ma una necessità quotidiana e molto concreta; garantire un pasto caldo agli studenti universitari fuori sede. A rispondere a quel bisogno sono alcune mamme volontarie. Il loro gesto dà vita a un’esperienza nella quale il servizio agli altri diventa il punto di partenza di un percorso destinato a crescere nel tempo. L’idea iniziale è semplice, ma contiene già alcuni dei principi che accompagneranno la storia della cooperativa, mettere al centro la persona, rispondere al bisogno di lavoro e garantire qualità nel servizio.
La donazione che segna l’inizio di La Cascina
Un passaggio decisivo arriva grazie a una donazione di 70.000 lire effettuata dall’allora cardinale Albino Luciani, futuro Papa Giovanni Paolo I. Quel contributo permette alla Cooperativa La Cascina di nascere ufficialmente, dando una struttura a un’esperienza che fino a quel momento era partita soprattutto dal volontariato. Da quella prima realtà prende progressivamente forma un’organizzazione più ampia. La crescita non cancella però l’intuizione originaria, l’attenzione alla persona e al servizio rimane il filo che collega gli inizi della cooperativa alla realtà sviluppata negli anni successivi.
Da una piccola cooperativa a una realtà di oltre 16 mila persone

Quasi cinquant’anni dopo, quella piccola esperienza romana si è trasformata in una realtà articolata. Il Consorzio La Cascina comprende oggi oltre 16.000 soci e lavoratori e riunisce società attive in ambiti diversi e complementari. Le attività spaziano dalla ristorazione collettiva pubblica e privata al facility management, dall’edilizia fino ai settori dedicati all’assistenza alla persona e alle fragilità. La crescita ha portato con sé nuove competenze e nuovi ambiti di intervento, mantenendo il riferimento a un modello nel quale sviluppo e sostenibilità cercano di procedere insieme, così come qualità, innovazione e identità cooperativa. È il passaggio da una piccola esperienza nata per rispondere a un bisogno immediato a una realtà capace di operare in settori differenti, senza perdere il legame con le proprie origini.
Un’identità che guarda al lavoro come servizio
La Cascina è una realtà di ispirazione cattolica. Un tratto che accompagna il suo cammino e che orienta il modo di guardare al lavoro, alle relazioni e al servizio. Questa identità rappresenta anche uno degli elementi che rendono significativo il rapporto con il Meeting per l’amicizia fra i popoli. La manifestazione di Rimini offre infatti uno spazio nel quale persone, culture e fedi differenti possono incontrarsi e confrontarsi, attraverso il dialogo e la conoscenza. Per il Consorzio, la partecipazione diventa quindi l’occasione per portare all’interno di questo confronto un’esperienza costruita nel tempo attorno al lavoro e alla cooperazione.

Il valore di un’impresa che non si ferma ai numeri
La presenza come Official Partner si inserisce in un percorso nel quale l’impresa viene considerata anche per la sua capacità di incidere sulla realtà che la circonda. In un periodo segnato da fragilità e cambiamenti, il Consorzio La Cascina sceglie di condividere con il Meeting un’esperienza fondata sull’impegno e sulla responsabilità, con l’attenzione rivolta al bene comune. Il lavoro quotidiano dei soci e dei dipendenti diventa così parte di una storia più ampia, quella di una realtà che non si limita a fornire servizi, ma considera la costruzione di legami e il contributo alla comunità come elementi del proprio percorso. È una prospettiva che collega la dimensione imprenditoriale alla responsabilità verso le persone e il territorio.
