Webuild torna a sfidare Icop nella lotta per la conquista di Trevi e alza la posta in gioco assicurandosi il 26,85% delle azioni con una doppia mossa di mercato. Un dato che sembrerebbe ancora lontano da quel 50% più un azione necessario per il completamento dell’offerta. Tuttavia, guardando avanti, è possibile presumere che anche il 21% di Cdp Equity andrà nel computo. E non solo perché Cdp è azionista tanto di Trevi quanto di Webuild (con il 16,46%), ma perché aderire all’offerta le conviene.
Come anticipato dal Giornale, infatti, l’Ops Webuild può rappresentare un’occasione cash e un buon punto di uscita per Cdp Equity dopo gli aumenti di capitale e le diverse svalutazioni degli ultimi 12 anni. Inoltre, anche aderendo all’Opa, Cdp Equity -attraverso Webuild - avrà una quota dell’eventuale upside industriale che l’operazione genererà tra sinergie e sviluppo. Quel 26,8% di oggi può quindi essere considerato come un potenziale e virtuale 47,8 percento.
Tornando alla scalata di ieri, Webuild si è mossa su due fronti, comprando il 21,9%. In parte sul mercato e poi, per il 13,916% del capitale, da Praude Am. L’operazione è stata chiusa a un prezzo di 5,165 euro per azione, portando quindi con sé il ritocco all’insù dell’offerta. Per questo motivo, Webuild precisa che il prezzo dell’Opa sarà adeguato al rialzo a 5,165 euro per azione (a premio del 49%) per tutti gli azionisti che aderiscono all’offerta, compresi coloro che lo hanno già fatto.
Un incremento che rafforza ulteriormente la posizione del general contractor guidato da Pietro Salini nella partita per il controllo di Trevi: «Siamo fiduciosi di portare a termine l’operazione su Trevi nell’ambito di un solido progetto», ha commentato lo stesso Salini.
Sullo sfondo, però, resta ancora aperto il confronto con l’altra offerta, quella alternativa della friulana Icop.
Tra i due contendenti volano gli stracci. Dopo che il cda di Webuild ha presentato, venerdì scorso, un esposto alla Consob sul rilancio della società friulana, il ceo di Icop Piero Petrucco ha accusato la rivale di fare «creatività finanziaria» e che l’esposto «non ha alcun fondamento di mercato. Rispettiamo la normativa e dialoghiamo con la Consob», ha assicurato.
Dopo le novità di ieri, il titolo Trevi si è allineato al prezzo dell’Opa e Icop ha perso il 4,4% a Piazza Affari. Webuild ha chiuso invece in rialzo dell’1 per cento.
