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Moda, il patrimonio culturale della manifattura italiana al centro di Micam

Inaugurata la manifestazione internazionale della calzatura in Fiera Milano fino al 15 settembre. “Sapienza collettiva che diventa prodotto” per la candidatura a patrimonio culturale immateriale Unesco dell’Arte Italiana della Calzatura. Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano alla guida del Comitato Sostenitori

Micam

Patrimonio culturale della manifattura italiana il tema al centro dell’apertura dell’edizione 102 di Micam Milano, la la manifestazione internazionale della calzatura aperta fino al 15 settembre in Fiera Milano, fatto di competenze, conoscenze, territori e processi di trasmissione dei saperi che continua a rappresentare un elemento distintivo del sistema produttivo italiano e si confronta con mercati e scenari in continua evoluzione.

L’inaugurazione si è svolta nell’ambito di Fashion Link Milano, il progetto che riunisce Micam Milano, Mipel, Milano Fashion&Jewels, TheOneMilano, Simac Tanning Tech e mette in relazione cinque manifestazioni e altrettanti comparti della filiera moda, accessori, fashion e tecnologia made in Italy. Il tema “Il patrimonio culturale della manifattura italiana: sapienza collettiva che diventa prodotto” è stato sviluppato attraverso gli interventi istituzionali e il confronto con i rappresentanti del sistema fieristico con i messaggi del vice presidente del Consiglio Antonio Tajani e del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso con cui hanno ribadito l’importanza del settore come pilastro della nostra industria manifatturiera e come simbolo del saper fare italiano di eccellenza che contribuisce in maniera determinante alla forza dell’export.

“Il settore della moda e degli accessori è un pilastro della nostra industria manifatturiera. Un simbolo del saper fare italiano d’eccellenza, che vogliamo promuovere sempre di più. Con quasi 80 miliardi di esportazioni, contribuisce in maniera determinante alla forza del nostro export - ha ricordato Tajani -. Nel 2025 le nostre esportazioni hanno raggiunto la cifra record di 643 miliardi e, nei primi sei mesi del 2026, sono cresciute di un ulteriore 4,5%.

“Il mio obiettivo resta quello di raggiungere il traguardo dei 700 miliardi di export entro il 2027. Per questo ho messo al centro del mio mandato un’articolata strategia di diplomazia della crescita per favorire l’export e l’internazionalizzazione dei nostri territori - ha aggiunto il ministro -. La diversificazione è la stella polare della nostra azione. Con la nuova edizione del Piano per l’Export abbiamo aggiornato le nostre priorità d’azione in tutti i mercati a più alto potenziale, senza tralasciare i mercati maturi come l’Europa e gli Stati Uniti”.

“La moda è settore iconico del Made in Italy e il Governo si è attivato subito per assicurarne la tutela. Al Mimit abbiamo istituito il Tavolo Moda, presidio permanente da cui sono caturite misure dedicate: i mini-contratti di sviluppo, che destineranno cento milioni di euro agli investimenti del settore, e il credito d’imposta per il design, accolto con grande gradimento

dalle imprese - ha sottolineato il ministro Urso -. Sono anni di sfide complesse: dobbiamo salvaguardare eccellenza e legalità e al contempo contrastare la concorrenza sleale e l’ultra-fast fashion. Con questo spirito abbiamo stretto un’alleanza con la Francia così da consolidare una strategia industriale in grado di tutelare il cuore manifatturiero del Continente e riequilibrare il mercato europeo attraverso una medesima politica doganale”.

Il tema della salvaguardia del patrimonio ha trovato un momento particolarmente significativo nel percorso per la candidatura a patrimonio culturale immateriale Unesco dell’Arte Italiana della Calzatura, promosso da Assocalzaturifici e dalla sua presidente Giovanna Ceolini, che guida anche MIcam Milano. Percorso che punta a valorizzare non soltanto il prodotto, ma l’insieme di conoscenze, competenze, pratiche e tradizioni che ne rendono possibile la realizzazione e che vengono trasmesse attraverso generazioni, territori e imprese.

Il valore culturale di questo sapere è stato approfondito da Davide Rampello, docente universitario delle arti e dei mestieri e dal giornalista Carlo Cambi. Nel corso dell’incontro è intervenuta Elena Lorenzini, vice capo di gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, mentre Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, ha assunto ufficialmente la Presidenza del Comitato Sostenitori per la candidatura Unesco dell’Arte Italiana della Calzatura. L’obiettivo è rafforzare la consapevolezza del valore culturale delle competenze che caratterizzano la filiera calzaturiera italiana e favorirne la conoscenza e un piano di salvaguardia per la trasmissione nel tempo.

“Il patrimonio manifatturiero non è soltanto ciò che abbiamo ereditato, ma ciò che siamo in grado di trasmettere e far evolvere - ha sottolineato Giovanna Ceolini -.Il percorso Unesco nasce proprio dalla volontà di riconoscere il valore di competenze e conoscenze che vivono ancora oggi nei territori e nelle imprese. È un patrimonio che deve continuare a confrontarsi con il mercato, con l’innovazione e con le nuove generazioni”.

Per Giovanni Bozzetti, “la candidatura dell’Arte Italiana della Calzatura a Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco è un progetto nazionale per tutelare e valorizzare uno dei saperi più autentici del Made in Italy”. “Non candidiamo una scarpa, ma le persone, le competenze e le tecniche che da generazioni trasformano il saper fare italiano in cultura ha detto -. La sfida è far vivere questo patrimonio nel futuro, trasmettendolo alle nuove generazioni e coniugando tradizione e innovazione”.

Tutte le informazioni su https://micam.it/

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