È morto a Firenze, all’età di 97 anni, Vittorio Frescobaldi, esponente di una delle famiglie più antiche della viticoltura italiana. La sua scomparsa chiude una lunga stagione del vino toscano, quella nella quale alcune storiche aziende familiari hanno trasformato una tradizione secolare in un’impresa capace di confrontarsi con i mercati internazionali. Nato a Firenze il 30 novembre 1928, Frescobaldi apparteneva alla trentunesima generazione di una famiglia il cui legame con il vino e l’agricoltura risale al Medioevo. Lascia la moglie Bona e i figli Fiammetta, Angelica, Lamberto e Diana. Dopo la laurea in Agraria, conseguita nel 1953 all’Università di Firenze, era entrato nell’impresa di famiglia, arrivando ad assumerne la guida insieme ai fratelli Ferdinando e Leonardo. Nel 1977 era stato nominato Cavaliere del Lavoro, come “agricoltore appassionato”.
Una famiglia legata al vino da oltre sette secoli
La storia dei Frescobaldi è strettamente intrecciata a quella di Firenze e della Toscana. La famiglia è legata alla produzione di vino da oltre sette secoli e nel corso del tempo ha fornito le proprie produzioni alla corte reale d’Inghilterra, a pontefici e a importanti casate nobiliari, tra cui i Medici. È dentro questa tradizione che Vittorio Frescobaldi ha costruito il proprio percorso imprenditoriale. La sua generazione si è trovata a gestire un settore in profonda trasformazione, nel quale la tradizione agricola doveva confrontarsi con nuovi modelli d’impresa e con un mercato sempre più orientato alla qualità. Alla guida dell’azienda insieme ai fratelli, Frescobaldi ha puntato sulla valorizzazione delle diverse identità e dei territori vitivinicoli della Toscana, contribuendo alla crescita della realtà familiare.
Il vino toscano alla conquista dei mercati esteri
Gli anni della sua gestione coincidono con una fase decisiva per l’enologia italiana. Il vino, progressivamente, smette di essere un prodotto destinato soprattutto al consumo nazionale e diventa una delle eccellenze italiane più riconoscibili all’estero. Frescobaldi accompagna questo cambiamento attraverso una strategia orientata ai mercati internazionali e alla valorizzazione della qualità. È una trasformazione che riguarda l’intero settore e nella quale la Toscana consolida il proprio ruolo tra le grandi regioni vinicole del mondo. L’Unione italiana vini ha ricordato come abbia saputo cogliere “con lungimiranza le trasformazioni del comparto”, sostenendo una maggiore apertura internazionale e puntando sulla valorizzazione dei territori vitivinicoli toscani. Secondo l’associazione, contribuì inoltre in “maniera significativa all’affermazione e alla crescita dell’enologia toscana, accompagnandone l’evoluzione e rafforzandone il prestigio sui mercati internazionali”.
La partnership con Robert Mondavi
Tra le iniziative che meglio rappresentano la sua apertura internazionale c’è la joint venture avviata nel 1995 con il produttore americano Robert Mondavi. Dalla collaborazione nacque Tenuta Luce a Montalcino, uno dei progetti più noti della nuova stagione del vino toscano. L’incontro tra la tradizione della famiglia Frescobaldi e l’esperienza di Mondavi rappresentò un esempio della crescente apertura dell’enologia italiana alle collaborazioni internazionali. Nel corso degli anni l’azienda consolidò inoltre la propria presenza nei grandi territori vitivinicoli della regione, ampliando il proprio patrimonio di tenute e produzioni.
Il testimone passa al figlio Lamberto
Negli ultimi anni aveva progressivamente lasciato la guida dell’azienda al figlio Lamberto, continuando a rappresentare un punto di riferimento per la famiglia e per il mondo vitivinicolo. Il percorso imprenditoriale è proseguito anche oltre i confini della Toscana. Lamberto ha sviluppato la produzione familiare prima in Friuli, poi sull’Etna, in Sicilia, e successivamente negli Stati Uniti, in Oregon. Anche dopo il passaggio generazionale, Vittorio Frescobaldi ha mantenuto un ruolo legato alla storia della famiglia e dell’azienda. I coniugi Vittorio e Bona Frescobaldi erano inoltre legati alla casata reale dei Windsor e avevano ospitato più volte nelle loro residenze toscane l’allora principe Carlo d’Inghilterra.
Il ricordo di Luca Zaia
Tra i tanti messaggi di cordoglio c’è quello di Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, che ha ricordato Frescobaldi come “uno dei grandi padri dell’enologia italiana”. Zaia ha raccontato di averlo incontrato più volte, prima da ministro dell’Agricoltura e poi da presidente della Regione, a Vinitaly a Verona. “Ricordo lo sguardo attento, la passione con cui parlava della terra e del vino e la visione di un uomo che aveva compreso molto presto quanto qualità, identità e apertura ai mercati internazionali sarebbero state decisive per il futuro dell’enologia italiana”, ha dichiarato. Zaia ha ricordato anche il legame della famiglia con Vinitaly e l’assegnazione, proprio quest’anno, del Vinitaly International Award Italia alla famiglia Frescobaldi. “Vittorio Frescobaldi è stato uno degli artefici di questa straordinaria vicenda, un imprenditore visionario, un grande ambasciatore dell’Italia e un riferimento per tutta l’enologia nazionale”, ha concluso Zaia, esprimendo il proprio cordoglio alla famiglia.
