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Thousand Dreams, l’IA creativa col volto di Gerry Scotti

Una startup fondata dal figlio Edoardo e due soci sta rivoluzionando il settore audiovisivo, come dimostra un noto spot e il cd dello scorso Natale con protagonista il presentatore. “Il nostro è un modello made in Italy che vogliamo esportare”: in tre anni già 15 progetti, anche con Panariello a teatro

Thousand Dreams, l’IA creativa col volto di Gerry Scotti
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Girando per eventi come l’ultima AI Week di Milano, si capisce come l’intelligenza artificiale stia cambiando ciò che vediamo e utilizziamo ogni giorno. Per esempio: molti spot pubblicitari in Tv sono prodotti con l’IA, e si comincia a far fatica a comprendere la distinzione tra la realtà e il virtuale. Ovviamente, in alcuni casi, è chiaro che c’è un lavoro digitale all’origine, perché se si vede uno come Gerry Scotti impersonare più di un personaggio, è ovvio che il trucco c’è. Anche se non si vede. Questo esempio spiega il lavoro di Thousand Dreams, uno di quei progetti che aiutano a capire come sta cambiando davvero la produzione audiovisiva: non solo più veloce o più tecnologica, ma più strutturata attorno all’intelligenza artificiale come parte del processo creativo. Lo studio milanese nasce per unire regia, art direction e post-produzione con pipeline AI-native, con l’obiettivo di ampliare le possibilità espressive senza sostituire il lavoro umano.

Thousand Gerry

La storia parte già nel 2022, quando Giovanni Nicolosi ed Enrico Conte iniziano a sperimentare strumenti e processi allora ancora poco conosciuti dal grande pubblico, dando vita al progetto Thousand Gerry. Da lì prende forma una traiettoria che porta appunto il gruppo a collaborare con Gerry Scotti e a sviluppare contenuti capaci di intercettare sia l’attenzione del pubblico sia quella del mercato, fino alla fondazione formale dello studio a Milano nel gennaio 2026 insieme a Edoardo, il figlio del noto presentatore-

Il progetto uno dei primi esempi italiani di creator economy AI-driven, e proprio Edoardo Scotti spiega come all’inizio fosse un po’ titubante all’idea di doverlo spiegare al padre: “Pensavo mi prendesse per matto. E invece è stato entusiasta da subito”. Da lì l’inizio di una collaborazione,che ha portato poi a Gerry Christmas, ovvero primo album al mondo realizzato con l’IA, con autorizzazione dell’interprete e pubblicato da Warner Music Italia. Un lavoro che ha superato i 10 milioni tra stream e visualizzazioni.

Il valore del metodo

Quello che distingue Thousand Dreams non è soltanto l’uso dell’AI, ma il modo in cui la integra in una filiera produttiva completa. “Lo studio lavora su contenuti video e immagini, fino al finishing – spiega ancora Edoardo -: il nostro approccio è pensato per garantire qualità, coerenza e scalabilità su formati diversi e su più dispositivi video. In altre parole, l’intelligenza artificiale diventa un acceleratore, ma la direzione resta creativa e strategica”.

Questa impostazione emerge bene anche nei progetti brand e live. La campagna “Soddisfatti o Rimborsati” per un ormai nota (grazie al video) azienda di arredamenti è andata in onda in prime time e ha superato 10,6 milioni di visualizzazioni aggregate, Mentre “E se Domani” con Giorgio Panariello ha portato l’intelligenza artificiale in teatro come elemento narrativo e visivo, aprendo un dialogo tra performance dal vivo e contenuti generati.

Numeri e posizionamento

In pochi anni di attività, Thousand Dreams ha realizzato già oltre 15 progetti e superato i 220 milioni di visualizzazioni complessive. “Abbiamo già lavorato con brand internazionali in settori come automotive, insurance, food & beverage, fashion e entertainment. I nostri sono numeri che raccontano una startup giovane, ma già capace di parlare sia il linguaggio delle agenzie, sia quello dei talent e dei broadcaster”.

Un altro elemento importante è la conformità allo standard C2PA, adottato per garantire un uso dell’IA dichiarato, tracciabile e responsabile. In un momento in cui il tema della provenienza dei contenuti generati è sempre più sensibile, Thousand Dreams prova a collocarsi su un terreno che unisce sperimentazione e trasparenza. Tanto che il prossimo passo sarà quello di digitalizzare artisti e Vip, in modo che la loro riproduzione nel mondo dei social passi da un’autorizzazione preventiva e sia dichiarata. Un avatar, insomma, che sia riconoscibile come tale. “Il nostro non è solo uno studio creativo, ma un modello per una produzione audiovisiva in cui la tecnologia non appiattisce il lavoro – conclude Scotti junior -.

Anzi, lo rende più efficiente e più ampio nelle possibilità narrative”. Insomma, quelli di Thousand Dreams non erano così matti, e soprattutto – in un modo di start up internazionali – propongono una via creativa made in Italy nell’uso dell’IA come riferimento del mercato europeo.

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