Prove di integrazione tra Sea e Sagat, le società di gestione degli aeroporti di Milano e Torino. Nella caldissima estate del traffico aereo italiano con gli scali pieni e il record dei 200 milioni di passeggeri che si avvicina, F2i - azionista di entrambe le realtà diventa ago della bilancia di un matrimonio che cambierebbe notevolmente lo scenario di settore dando vita al secondo polo aeroportuale italiano per volume di passeggeri dopo Roma.
Un sistema che supererebbe quello del Nord-Est (Venezia-Treviso) e porterebbe in dote 47 milioni di passeggeri annui. A tessere la tela è il fondo guidato da Renato Ravanelli che attraverso la holding 2i Aeroporti detiene il 100% di Sagat e i 36,39% di Milano. Un progetto dall’elevato senso industriale che vedrebbe nell’assetto proprietario e nella governance i nodi più delicati del progetto. Secondo le indiscrezioni, il rischio diluizione per il Comune di Milano sarebbe escluso anche se i giochi non sono ancora definiti.
Per Milano, la perdita della maggioranza assoluta sugli scali cittadini potrebbe essere considerata svantaggiosa, mentre per lo scalo piemontese si tratterebbe di un ingresso in un grande polo del Nord-Ovest che eleverebbe ulteriormente Torino rispetto ai grandi flussi intercontinentali: nel 2026 lo scalo è stato collegato con 54 destinazioni (37 internazionali), tramite 22 diverse rotte nazionali e 42 internazionali.
Ma guardiamo ai numeri di bilancio, qualora l’operazione di integrazione andasse in porto nascerebbe un colosso da oltre 900 milioni di euro di fatturato (940,3 milioni) e con 47,3 milioni di passeggeri. Prendendo in considerazione l’ultimo consuntivo disponibile, nel 2025 il gruppo Sea (il sistema Malpensa e Linate) ha archiviato lo scorso anno con un traffico passeggeri di 42,3 milioni, in aumento dell’8% rispetto al 2024, mentre sul fronte cargo le merci trasportate sono state 759,4 mila tonnellate (728 mila tonnellate nel 2024). Sotto il profilo finanziario, i ricavi di gestione sono stati pari a 876,8 milioni (823,1 milioni nel 2024), l’ebitda di 403,3 milioni (350,5 milioni nel 2024) e l’utile netto di 190,6 milioni (170,6 milioni nel 2024).
Quanto a Sagat il 2025 è stato un nuovo anno record per il traffico dell’aeroporto, con 5 milioni di passeggeri movimentati, in aumento del +6,7% rispetto al 2024. I ricavi hanno raggiunto 63,5 milioni nel 2025, in crescita del 4,7% e un utile di 6,8 milioni.
L’Enac, ente di controllo per l’aviazione civile, ha recentemente approvato un masterplan con il quale la società aeroportuale investirà di qui al 2032 114 milioni per interventi di manutenzione, implementazione della sicurezza, miglioramento dell’impatto ambientale e una crescente qualità dei servizi offerti ai passeggeri.
L’operazione Sea-Sagat è solo l’ultima di una serie di movimenti che stanno interessando tutto il settore delle infrastrutture per il trasporto aereo. Gesap, la società che gestisce lo scalo di Palermo, è nella fase di individuazione dell’advisor finanziario con quattro soggetti interessati. Il piano di riequilibrio prevede la vendita delle quote per almeno 26 milioni di euro nel periodo 2026-2027.
Mentre per rilevare il 51% di Sac, la società di gestione di Fontanarossa Catania e dell’aeroporto di Comiso sono in corsa quattordici gruppi tra cui Mundys (Adr), F2i e Vinci Airports.
