Banco Bpm propone a Banca Monte dei Paschi di Siena di discutere e concordare un'operazione di aggregazione. L'operazione finalizzata alla creazione di un nuovo Gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia, secondo operatore nazionale per dimensioni. L'aggregazione verrebbe attuata nelle modalità tipiche dei "cosiddetti merger of equals, la soluzione più coerente per allineare tutti gli azionisti su un disegno industriale comune, preservando il Dna dei due istituti e valorizzando le rispettive culture", si legge in una nota.
Il consiglio di amministrazione di Banco Bpm ha deliberato all'unanimità di inviare a Banca Monte dei Paschi di Siena una comunicazione nella quale ha rappresentato il proprio interesse ad avviare un dialogo volto a discutere una potenziale operazione di aggregazione concordata tra i due istituti. L'operazione, strutturata secondo le modalità tipiche di un merger of equals, consentirebbe la creazione di un nuovo Gruppo bancario e finanziario, capace di competere, per dimensioni, eccellenza di prodotti e potenziali economie di scala, con i principali operatori bancari e finanziari nazionali ed europei, preservando al contempo i punti di forza e le specificità delle due realtà. In tale contesto, si legge in una nota, l'operazione si innesterebbe nel processo di integrazione di Mediobanca attualmente in corso in maniera efficiente e complementare, consentendo uno sviluppo coordinato e contestuale delle fabbriche prodotto coinvolte e rafforzandone il contributo industriale all'interno del nuovo gruppo. In linea con tale approccio, l'aggregazione, secondo quanto si legge in una nota, sarebbe improntata a un assetto di governance basato su criteri di equilibrio e rappresentatività, volto a riflettere il contributo e le specificità delle due banche e a garantire un adeguato coinvolgimento nei principali processi decisionali, nonché a salvaguardare le sedi storiche e il legame con i territori di riferimento.
L'operazione si fonderebbe su un "chiaro razionale strategico" con un significativo potenziale sinergico a regime superiore a 1,1 miliardi euro al lordo delle imposte, di cui oltre 650 milioni di sinergie di costo e oltre 450 milioni di sinergie di ricavo, a loro volta generate per circa 250 milioni da maggiori ricavi sulle reti e circa 200 milioni dall'ottimizzazione delle fabbriche prodotto. La capitalizzazione di Borsa stimata superiore a 50 miliardi di euro, con conseguente rafforzamento del posizionamento nel mercato dei capitali e ampliamento della base investitori. Inoltre presenterebbe una significativa attrattività per tutti gli azionisti. Banco Bpm stima una potenziale generazione di utile netto a regime pari a circa 6 miliardi di euro, con una crescita degli utili per azione a doppia cifra, a sostegno di una significativa capacità distributiva, superiore a quella oggi prevista nei due piani stand-alone, e di una forte generazione organica di capitale. Si prevede inoltre una creazione di valore di almeno 5,5 miliardi di euro, valorizzando le sinergie al netto dei costi di integrazione, stimati in circa 1,1 miliardi euro al lordo delle imposte.
"Nessun commento da parte di Banca Monte dei Paschi di Siena in attesa che si riunisca il consiglio di amministrazione della banca".
E' quanto fanno sapere dall'istituto senese dopo il ricevimento della proposta di aggregazione da parte di Banco Bpm. Mps aveva già convocato per domani una riunione del Cda nel corso della quale, a quanto si apprende, si discuterà della proposta arrivata dall'istituto di Piazza Meda.