Bper si prepara alla nuova fase del consolidamento bancario italiano con i conti migliori della sua storia e capitale sufficiente per guardare oltre il perimetro attuale. Sullo sfondo c’è il dossier Monte dei Paschi, dal quale potrebbe arrivare un salto dimensionale attraverso il conferimento delle 635 filiali destinate a Unipol nell’ambito dell’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo.
Nel primo semestre l’utile netto ordinario è salito del 14,7% a 1,326 miliardi. Il margine di interesse è cresciuto dell’1,4% a 2,21 miliardi, le commissioni nette del 4,8% a 1,35 miliardi e i proventi operativi del 4,5% a 3,88 miliardi. Bper prevede ora di remunerare gli azionisti con un payout complessivo pari o superiore all’85%, attraverso una combinazione di dividendi cash e buyback, con una remunerazione complessiva degli azionisti di circa 7,5 miliardi nel periodo 2025-2028. Nei sei mesi la banca ha generato 1,3 miliardi di capitale, con il Cet1 ratio al 15%. Una solidità che, secondo l’ad, Gianni Franco Papa (in foto), consentirà alla banca «di catturare le opportunità di crescita organica e inorganica». La principale opportunità è legata a Mps. Se l’Opas di Intesa andrà in porto, 635 filiali dovrebbero essere cedute a Unipol e poi conferite a Bper. «Se, e quando andrà in porto, sarà una buona operazione per noi perché ci permetterà di rafforzare ulteriormente la nostra posizione in Italia. Potremmo diventare ancora più grandi di quanto non siamo già. Arriveranno da noi un paio di milioni di clienti in più, il che rappresenta un’ulteriore accelerazione della nostra attività», ha spiegato Papa. Il banchiere ha però frenato: non sono ancora noti ubicazione delle filiali, numero dei dipendenti e perimetro esatto. «È molto difficile valutare i numeri», ha osservato, aggiungendo che Bper analizzerà il dossier solo con «un’indicazione chiara del perimetro».
Papa ha chiarito che non sono in corso confronti con Unipol «perché l’operazione principale è quella di Intesa su Mps, e da lì deriverà tutto. Se procederà come previsto, si tratterà di un’operazione che si concretizzerà tra un anno e mezzo o due». Bper ha intanto alzato la guidance 2026 e fissato gli obiettivi al 2028: ricavi per circa 8 miliardi, margine di interesse a 4,7 miliardi, commissioni nette vicine a 3 miliardi e crediti alla clientela per 141 miliardi.
