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Banche

Da Unipol mano tesa a Mps. “Garanzie su sede e marchio”

In Borsa ieri Unipol ha guadagnato l’1,2% e Bper il 2,2% mentre Mps ha segnato un +0,26% a 11,40 euro, Banca Generali un +0,53% a 66,35 euro e Banco Bpm un +0,35% a 15,98 euro

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Mps prova a blindare sul piano della governance l’Ops su Banca Generali, mentre sul fronte opposto Carlo Cimbri rilancia, tendendo la mano alla senesità del Monte, il progetto che vede l’istituto guidato da Luigi Lovaglio al centro di un nuovo polo bancario-assicurativo insieme a Unipol e Bper. Due mosse che mostrano quanto sia ormai serrata la partita sul futuro di Rocca Salimbeni.

Il comitato parti correlate di Mps ha stabilito che nella definizione dell’offerta su Banca Generali «non sono stati coinvolti né soci rilevanti di Mps né Assicurazioni Generali» e che l’operazione è stata costruita «esclusivamente dal management» della banca, in piena autonomia e senza trattative preventive. Il via libera è arrivato il 20 agosto, dopo una lunga sospensione dei lavori del consiglio, con la sola astensione di Nicola Maione, viene specificato. Il comitato ha inoltre escluso vantaggi particolari per Delfin, Caltagirone o Generali, considerate parti correlate, sottolineando che l’offerta è rivolta alle stesse condizioni a tutti gli azionisti di Banca Generali. Confermati anche il razionale strategico e la congruità del corrispettivo, senza elementi potenzialmente lesivi per Mps o tali da alterare la parità di trattamento degli azionisti. Restano però alcune crepe. Maione ha motivato l’astensione con i rischi legati all’esecuzione, al mercato e ai profili legali, giudicati non sufficientemente mitigati. E nel successivo cda si sono astenuti anche Paolo Boccardelli, Antonella Centra e Paola De Martini che hanno sostenuto di non aver ricevuto risposte esaurienti sui punti critici sollevati.

Intanto il mercato guarda anche all’alternativa costruita attorno all’Opas di Intesa Sanpaolo. Nel disegno del presidente di Unipol, Cimbri, Mps manterrebbe il riferimento a Siena nel nome e la sede centrale a Rocca Salimbeni. L’obiettivo finale sarebbe una banca «1,5 volte l’attuale Monte», destinata, con l’integrazione di Bper, a diventare il secondo gruppo bancario italiano e a sviluppare forti sinergie con il gruppo bolognese nella bancassurance. Il percorso sarebbe graduale: passaggio di Mps a Unipol nel 2027 e coinvolgimento di Bper nel 2028. Una scansione che gli analisti giudicano più realistica sul piano dell’esecuzione. Equita sottolinea come il progetto punti a evitare uno «spezzatino» del Monte, preservandone marchio, sede e identità. Cimbri, infine, non ha risparmiato una stoccata alle controfferte lanciate da Siena, definite «creative» e frutto, a suo giudizio, soprattutto dell’esigenza di «difendere lo status quo».

In Borsa ieri Unipol ha guadagnato l’1,2% e Bper il 2,2% mentre Mps ha segnato un +0,26% a 11,40 euro, Banca Generali un +0,53% a 66,35 euro e Banco Bpm un +0,35% a 15,98 euro. Sale Intesa (+0,58% a 6,78 euro), con l’Opas sul Monte a premio del 3,95 percento.

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