Inviato a Cernobbio (Como)
Il risiko bancario torna al centro del dibattito di Cernobbio anche con le parole del sottosegretario all’Economia, Federico Freni, che in una pausa del Forum Teha ha proposto una lettura tecnica delle due operazioni su Mps. Per Freni l’Opas di Intesa Sanpaolo, in tandem con Unipol, è «un’operazione strutturata, importante e intelligente», mentre la contromossa del Monte «è difensiva, meno strutturata, vedremo il mercato»: in ogni caso, ha osservato, «solo una ha la possibilità di andare in porto».
Ad attirare la sua attenzione è soprattutto il profilo concorrenza. «Mi sembra che almeno una delle due operazioni sia strutturata per risolvere in anticipo i temi antitrust sulle concentrazioni», spiega, ricordando che la partecipazione di Unipol alla seconda fase, tramite Bper, «risolve in via preventiva un tema di concentrazione che andrebbe risolto, perché ovviamente Intesa non potrebbe avere tutti gli sportelli».
Sul fronte pubblico, Freni non ha sciolto i dubbi sui tempi della cessione della quota del 4,8% che il Tesoro detiene in Mps. «La dismetteremo nel momento di maggiore convenienza per il Mef e, quindi, di maggior convenienza per i cittadini, perché le quote si dismettono al momento di massimo carico possibile», ha detto. Quanto all’assemblea di Rocca Salimbeni, la decisione arriverà «più avanti», ma ha precisato che «la quota del Mef non è lì per influenzare l’operazione o per decidere quale operazione va in porto». Un principio che rivendica, guardando al passato. «Non abbiamo mai influenzato l’andamento della banca. Prova ne sia il fatto che non abbiamo partecipato alla scorsa assemblea e continueremo a fare così», ha ricordato. Giovedì Intesa Sanpaolo riunirà l’assemblea per il via libera all’aumento di capitale a servizio dell’Opas su Siena.
