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Banche

Ifis volta pagina e cambia l’ad, ok di Bankitalia a Illimity

La guida passa a Zingone. Ma il titolo perde l’11%, pesano i rilievi della Vigilanza

Ifis cade in Piazza Affari sul taglio dei profitti, ma la banca è solida

Banca Ifis accelera sul modello bancario tradizionale. Il gruppo presieduto da Ernesto Fürstenberg Fassio ha ricevuto da Banca d’Italia l’autorizzazione piena e incondizionata alla fusione per incorporazione di Illimity Bank, operazione che sarà completata entro fine anno. L’integrazione permetterà di iscrivere a bilancio circa 70 milioni di euro di attività fiscali differite (Dta) e conferma l’obiettivo di sinergie annue per 75 milioni a partire dal 2027.

La mossa si colloca in una trasformazione strategica che concentra l’istituto sulla specialty finance e sui servizi ad alto valore aggiunto per imprese, imprenditori e famiglie. In questo quadro rientra l’uscita definitiva dal settore dei crediti deteriorati: dopo le offerte non vincolanti di diversi investitori, è partita la fase competitiva per le binding offers. Il processo, che riguarda sia l’investimento sia il servicing degli Npl, dovrebbe chiudersi entro

l’anno. Parallelamente, prosegue la valorizzazione del private banking attraverso Euclidea, destinata a diventare il marchio Fürstenberg per la clientela high-end.

L’istituto affronta intanto i rilievi del rapporto ispettivo di Banca d’Italia, consegnato il 23 settembre al termine delle verifiche condotte tra gennaio e giugno. Il giudizio è parzialmente sfavorevole e riguarda ambiti di conformità e gestionali: antiriciclaggio, rischio Ict e sicurezza operativa, cartolarizzazioni, processo del credito, Npl acquistati da terzi, sistema dei controlli interni, governo societario e sostenibilità del modello di business. Via Nazionale ha chiesto piani di intervento su antiriciclaggio e compliance e un piano di rimedio prudenziale, che include la riqualificazione degli assetti di governance, il rafforzamento dei controlli di secondo livello, un nuovo piano industriale e la revisione dei processi creditizi e delle cartolarizzazioni. L’attuazione di queste

misure, sottolinea la banca, non mette in discussione né la cessione del comparto Npl né la trasformazione in banca universale. Le attività propedeutiche sono già state avviate nel quadro di un dialogo continuo con la Vigilanza.

A guidare questa fase sarà Raffaele Zingone (in foto), nominato amministratore delegato dopo le dimissioni con effetto immediato di Frederik Geertman. Zingone, in banca da vent’anni, dal 2021 era condirettore generale e chief commercial officer e ha seguito il rilancio e l’integrazione di Illimity. Al suo fianco, come direttore generale, opererà Fabio Lanza, già condirettore generale e chief operating officer.

Seduta difficile in Borsa. Il titolo ha chiuso a 12,45 euro in calo dell’11,2 per cento.

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