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Banche

Generali prende tempo sulla proposta di Mps

Il cda del Leone: “Avviato processo di valutazione per l’Ops su Banca Generali”. Dubbi di Fitch sulle 2 offerte di Siena: “Tanti ostacoli e rischi”

Disponibile L'amministratore delegato di Generali Philippe Donnet da marzo 2016

«Generali conferma la propria disponibilità a valutare la proposta di Mps, che prospetta una più ampia collaborazione industriale volta a sviluppare nuove opportunità di crescita in aree di business strategicamente rilevanti per entrambe le società». Recita così la nota diffusa dal Leone di Trieste al termine del cda durato meno di due che ieri ha iniziato l’esame dell’Ops lanciata da Mps su Banca Generali, di cui il gruppo assicurativo detiene il 50,2% per cento. Generali sottolinea «di aver avviato un processo finalizzato a valutare approfonditamente le implicazioni commerciali, economiche e di valore dell’offerta, che non è stata sollecitata né preventivamente concordata». Questi processi «saranno condotti nel pieno rispetto della procedura in materia di operazioni con parti correlate del gruppo». Quella dei vertici di Trieste non va interpretata come una scelta: si apre il dossier per studiarlo e capire se può essere di valore per gli azionisti. Tra valutare e decidere c’è un percorso avviato appunto ieri.

La doppia offensiva dell’ad del Monte, Luigi Lovaglio, continua però a sollevare dubbi tra le agenzie di rating. Secondo Fitch, le operazioni si scontrano con «numerosi ostacoli» e arrivano mentre Mps deve ancora completare l’integrazione di Mediobanca. È quindi presto per valutarne gli effetti sul merito di credito della banca, che resta sotto osservazione positiva per l’Opas di Intesa Sanpaolo. Sotto osservazione c’è soprattutto il capitale: il profilo creditizio potrebbe subire pressioni in caso di difficoltà nell’esecuzione del piano o se il Cet1 scendesse sotto il 13% senza prospettive di recupero rapido. Nel lungo periodo, però, Fitch riconosce che un’integrazione efficace di Mediobanca, Banco Bpm e Banca Generali potrebbe rafforzare redditività e posizionamento commerciale. Resta il nodo delle assemblee: le due offerte devono ottenere il via libera con una maggioranza dei due terzi per effetto della passivity rule. Un passaggio non scontato in un quadro azionario che Fitch definisce disomogeneo. Anche S&P giudica la doppia operazione più complessa e rischiosa delle recenti aggregazioni bancarie, mentre Morningstar Dbrs richiama i rischi legati alla gestione contemporanea di più acquisizioni. Moody’s sottolinea infine le «notevoli» incertezze su struttura, governance, finanziamento e integrazione. Ieri in Borsa il titolo Mps ha ceduto l’1,98%, Generali lo 0,39% mentre la controllata Banca Generali ha segnato un +0,23% e il Banco Bpm ha perso il 2,12 per cento.

Sullo sfondo, sempre ieri il procuratore di Milano Marcello Viola ha incontrato il presidente della Consob Guido Stazi, insieme al procuratore aggiunto Roberto Pellicano. Si è trattato, secondo quanto riferito, di un incontro di cortesia e non collegato direttamente ai dossier bancari aperti. La Procura di Milano non intende aprire fascicoli esplorativi sulle nuove operazioni del risiko, compresa la doppia Ops di Mps. Gli inquirenti valuteranno soltanto eventuali esposti circostanziati presentati da soggetti direttamente coinvolti oppure eventuali atti trasmessi dalla Consob.

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